Acqua di Colonia sul fuoco: che è successo davvero a Capodanno?

07 gennaio 2016 ore 8:48, Adriano Scianca
Acqua di Colonia sul fuoco: che è successo davvero a Capodanno?
Sarebbero tre le persone identificate dalla polizia tedesca dopo l'ondata di violenze di gruppo verificatesi a Colonia la sera di Capodanno. Le donne che hanno denunciato le violenze sono circa 90. Tutte hanno detto di essere state circondate, molestate sessualmente, palpeggiate, derubate di soldi e telefonini. Almeno una ha denunciato uno stupro. Gli aggressori erano un gruppone di circa un migliaio di persone, che dopo aver sparato un numero abnorme di petardi, creando il panico fra la folla, si sono divisi in gruppi più piccoli per compiere quelli che il capo della polizia di Colonia, Wolfgang Albers, ha definito “pesanti delitti sessuali di una dimensione completamente nuova”. Secondo testimonianze concordi, gli aggressori avevano aspetto "arabo o nordafricano". Gli inquirenti ritengono che la razzia potesse essere organizzata e stanno indagando su una rete criminale proveniente dalla vicina città di Duesseldorf, che dista una quarantina di chilometri. Intanto circa 300 persone, in grande maggioranza donne, hanno protestato in piazza a Colonia ieri sera contro le aggressioni a sfondo sessuale avvenute a Capodanno. “Merkel, dove sei? Cosa dici?”, alcuni degli slogan dei manifestanti. Sempre ieri, nella zona della stazione centrale, dove sono avvenute le violenze, la polizia ha fermato e perquisito diversi immigrati. Ma le polemiche, intanto, infuriano: il modello “accogliente” fortemente voluto dalla Merkel in relazione all'emergenza profughi va rivisto? Le autorità si affannano a precisare che non c'è alcuna prova che fra gli aggressori ci fossero dei richiedenti asilo, ma il fatto dà comunque da pensare. La violenza delle bande di origine immigrata, già ben conosciuta nelle periferie francesi, sta dilagando in varie parti d'Europa. Forse si è sbagliato qualcosa nel processo di integrazione? O forse parliamo di società ormai sature, malgrado la retorica delle porte aperte? Di sicuro qualcosa, nel modello occidentale di convivenza, va rivista.
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