La camorra a Quarto "ha comprato" il consenso 5stelle? Lo choc e le indagini

07 gennaio 2016 ore 13:01, Americo Mascarucci
Tempesta sul Movimento 5Stelle dopo che un’inchiesta della Procura di Napoli avrebbe accertato come il consenso della camorra nel Comune di Quarto sarebbe andato al partito di Grillo. 
Non è la prima volta che al Sud si scoprono le presunte preferenze della criminalità organizzata per questo o per quel partito e i sempre più numerosi comuni sciolti per mafia stanno a dimostrare come i legami fra politica e malavita siano purtroppo sempre all’ordine del giorno. Ad ogni modo questa inchiesta ha prestato il fianco agli avversari dei 5Stelle per denunciare quella che in casa del Partito Democratica è definita la “doppia morale” dei grillini. 
Il Movimento 5Stelle respinge le accuse di collusione con la camorra che, secondo quanto emergerebbe dall’inchiesta, avrebbe invitato i suoi sodali ad attivarsi per far vincere il partito di Grillo alle elezioni amministrative. I penta stellati si sono al contrario proclamati “parte lesa” nell’inchiesta, informando di aver già da tempo espulso il consigliere comunale che, secondo quanto ipotizzato dagli inquirenti, sarebbe stato il collante fra i camorristi e il Movimento.
La camorra a Quarto 'ha comprato' il consenso 5stelle? Lo choc e le indagini
Dalle intercettazioni emergerebbe come durante le ultime elezioni amministrative nel Comune di Quarto, un imprenditore legato ai clan avrebbe dato indicazioni di votare al ballottaggio per il candidato sindaco 5Stelle poi eletto, che ora il Pd chiede di convocare nella Commissione parlamentare antimafia. 
Il sindaco Rosa Capuozzo tuttavia è stata già ascoltata dai magistrati della Direzione Distrettuale Antimafia ai quali pare abbia confermato come da parte del consigliere comunale indagato ed espulso circa un mese fa dal Movimento 5Stelle siano giunte pressioni per far assegnare la gestione dello stadio di Quarto a dei privati capitanati pare dallo stesso imprenditore che nelle intercettazioni si sarebbe speso per far vincere i grillini. La gestione fino ad oggi è stata affidata ad un “sodalizio per la legalità” che il consigliere avrebbe cercato di far estromettere in tutti i modi senza per altro riuscirci anche grazie all'opposizione del primo cittadino.
Il Movimento 5Stelle ha fatto sapere di aver già provveduto ad espellere il consigliere non appena sono venuti alla luce i suoi presunti collegamenti con la camorra e dunque ben prima che si scoprisse il suo coinvolgimento nell’inchiesta. 

Il Pd tuttavia non è soddisfatto e chiede lo scioglimento per mafia del Comune di Quarto puntando il dito contro i 5Stelle e chiedendo chiarezza da parte del Movimento. "Chiariscano la natura di quei rapporti con personaggi collusi con la malavita. Non è solo questione giudiziaria: i M5s volevano pure cambiare tutto, ma i metodi scelti sembrano i peggiori possibili", dichiara il capogruppo del Pd in Consiglio comunale Ettore Rosato. E la deputata Anna Ascani sottolinea la doppia morale di chi "invoca non meno della ghigliottina quando le indagini riguardano altri partiti...". Dura la reazione dei grillini: "Fa ridere che il Pd, che con la mafia ci è andato a braccetto finora, si erga a cattedra morale della politica".
Insomma una polemica decisamente incandescente. Una vicenda tuttavia che al di là delle inchieste e dei risvolti giudiziari sta chiaramente a dimostrare come la criminalità organizzata da sempre fiuti il vento e si schieri con “il più forte”. Anche se fa comodo in questo momento dare addosso ai 5Stelle basta andare a vedere la lista dei comuni sciolti per mafia in Italia, e non soltanto al Sud, per accorgersi di come le mafie continuino a ricercare accordi con la politica e con gli uomini politici ritenuti più disponibili a favorire i loro interessi indipendentemente dalle ideologie. Con una trasversalità che sconcerta molto di più delle collusioni, più o meno evidenti che continuano a sussistere fra clan e apparati della pubblica amministrazione. 
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