Addio a Ruqia, la citizen journalist che ha osato sfidare l'Isis

07 gennaio 2016 ore 13:14, Andrea Barcariol
Avea osato sfidare l'Isis puntando sui social network e sulla confroinformazione. Una scelta coraggiosa che Ruqia Hassan, 30 anni, ha pagato con la vita, colpevole di aver descritto la vita a Raqqa, roccaforte jihadista in Siria. E proprio lì è stata uccisa dai miliziani dello Stato islamico. A raccontare la vicenda sono stati alcuni attivisti locali citati dall'associazione giornalistica Syria Direct e ripresi da media britannici. Stando a questi, la morte della ragazza risalirebbe a tre mesi fa ma solo nei giorni scorsi sembra che l'Isis abbia comunicato ai genitori di averla "giustiziata" in quanto "spia".
Questo il suo ultimo post sul profilo Facebook (dove utilizzava lo pseudonimo di Nissan Ibrahim), pubblicato lo scorso 21 luglio: "Avanti tagliateci internet, i nostri piccioni viaggiatori non se ne lamenteranno". Non solo. “Sono a Raqqa e ho ricevuto minacce di morte, ma quando l’Isis mi arresterà e ucciderà sarà tutto ok, perché mi taglieranno la testa e io manterrò la mia dignità”. L'Isis però, stando alle testimonianze degli attivisti siriani, ha anche preso il controllo del profilo Facebook della reporter dopo la sua morte e ha continuato ad aggiornarlo per tendere una trappola ad altri oppositori dello Stato islamico che comunicavano con lei.

Addio a Ruqia, la citizen journalist che ha osato sfidare l'Isis
Raqia Hassan aveva studiato all’università di Aleppo, ma quando i terroristi islamici si era impadroniti della sua città natale non aveva voluto abbandonare i suoi cari. Da allora, aveva continuato a scrivere trasformandosi in una coraggiosa ‘citizen journalist’ e denunciando le condizioni dei civili torturati e violentati dai jihadisti. La Hassan aveva usato parole dure anche nei confronti della coalizione internazionale per i continui bombardamenti.




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