Sulle unioni civili qual è la posizione ufficiale della Cei: Bagnasco o Galantino?

07 gennaio 2016 ore 15:13, Americo Mascarucci
Qual è la posizione ufficiale della Conferenza Episcopale Italiana sul tema delle unioni civili?
Mentre nel Governo prosegue il dibattito fra il Pd e il Nuovo centrodestra contrario a che nel Disegno di legge Cirinnà sulle unioni civili sia inserita la possibilità per le coppie gay di adottare il figlio biologico di uno dei partner, fra i vescovi appare sempre più evidente la divergenza di approccio nei riguardi di una legge che di fatto sancisce l'equiparazione fra famiglia naturale e coppie di fatto e che, a detta dei cattolici, potrebbe addirittura incentivare la pratica della maternità surrogata. Mentre Alfano e company in Parlamento languono, tentando in tutti i modi la ricerca di un compromesso impossibile e minacciando l'indizione di un referendum ormai convinti di non potere nulla di fronte all'alleanza trasversale che sulle unioni civili si sta concretizzando fra il Pd, la sinistra, il Movimento 5Stelle e l'area liberale di Forza Italia, nel mondo cattolico si sta discutendo delle iniziative da adottare contro un Ddl ormai prossimo all'approvazione. 

Sta facendo molto discutere la posizione non pro-piazza assunta dal nuovo presidente del Forum delle Famiglie Gianluca De Palo. Una posizione che, secondo il direttore de La Bussola Quotidiana, sarebbe dettata dal segretario generale della Cei Nunzio Galantino, il quale si era già dissociato dalla piazza del 20 giugno, quella organizzata dall'associazionismo cattolico per riaffermare come l'unica famiglia riconosciuta dalla Costituzione dovesse restare quella fondata sul matrimonio fra un uomo ed una donna. La piazza di San Giovanni che rivendicava fra le altre cose il diritto dei figli ad avere un "padre ed una madre" fu vista da Galantino come una sorta di "sfida", una "prova di forza" in piena regola, ragione per cui la Cei decise di prenderne le distanze.

Sulle unioni civili qual è la posizione ufficiale della Cei: Bagnasco o Galantino?
La politica di Galantino, da sempre improntata al dialogo con tutti e verso tutti, sarebbe allergica alle piazze cattoliche e ai rosari meditati davanti alle cliniche in cui si praticano aborti e una parte del cattolicesimo teme l'uniformazione al "Galantino- pensiero" e alla ricerca di un dialogo e di un compromesso "sempre e ad ogni costo".
Il punto di riferimento dei vescovi conservatori rimane il presidente Angelo Bagnasco il quale negli ultimi tempi è sembrato spesso subire una sorta di "commissariamento" da parte del segretario. Le proteste dei vescovi anti-Galantino deve aver sicuramente sortito gli effetti sperati se stavolta il presidente Cei ha "battuto un colpo". E che colpo!
Ecco che nelle ultime ore, con buona pace di De Palo, è tornata in auge la "linea Ruini" con lo stesso Bagnasco che, diversamente da quanto accaduto nel giugno scorso, è sembrato dare un sostanziale via libera alla mobilitazione cattolica, un nuovo Family Day che porti in piazza come in passato migliaia di persone e dimostri in maniera chiara come esista e sia massiccia "un'altra Italia", un'Italia cattolica che non accetta di vedere la famiglia ridotta ad un qualcosa di vuoto e di indefinito e che non si rassegna all'idea di far crescere i figli rottamando le figure genitoriali di riferimento, il padre e la madre.
Una sorta di "guerra fredda" dunque sarebbe in atto fra Galantino e Bagnasco, una guerra fredda che in pratica stavolta sembra delineare senza ombra di dubbio l'esistenza nella Chiesa e fra i cattolici di due diverse, e per certi versi opposte, visioni ideologiche; la visione di chi come Bagnasco e larga parte del laicato cattolico è contraria ad ammainare la bandiera della difesa dei temi etici in favore di altre priorità sicuramente importanti ma non certamente più rilevanti della tutela della vita umana e della famiglia (l'accoglienza, l'opzione per i poveri o la lotta alla corruzione, temi tanto cari a Papa Francesco) e chi invece come Galantino e gli esponenti del cosiddetto "cattolicesimo progressista" ritengono che si debba prediligere il dialogo e i temi non strettamente di carattere etico. 
Una sfida aperta che stavolta farà sentire "meno soli" e "meno abbandonati" quei cattolici che sceglieranno di essere in piazza per riaffermare le loro idee e la loro volontà di non farsi sottomettere dal relativismo.  
Insomma la Chiesa di Giovanni Paolo II e Benedetto XVI è viva.
caricamento in corso...
caricamento in corso...
[Template ADV/Publy/article_bottom_right not found]