Di Maio fa "ciaone" a Renzi, ma non imita Carbone: le differenze

07 giugno 2016 ore 11:33, Andrea De Angelis
Un mese e mezzo fa attorno al "ciaone" si scatenò una bufera. Questa volta niente, zero polemiche. C'è chi, magari meno attento o memore di quanto successo a metà aprile, si chiede il motivo di questa distanza dei social dalla parolina in questione. C'è, in effetti, più di una differenza. 

Partiamo dal 17 aprile, il referendum cosiddetto sulle trivelle. Ad urne ancora aperte il parlamentare Carbone del Partito Democratico scrisse un tweet nel quale salutò appunto con un "ciaone" il mancato raggiungimento del quorum. "Prima dicevano quorum. Poi il 40. Poi il 35. Adesso, per loro, l'importante è partecipare #ciaone". Frase ritwittata da un altro renziano, Francesco Nicodemo, responsabile del settore comunicazione nella segreteria Pd. I due sono stati subito presi di mira dagli utenti di Twitter e insultati pesantemente. "Era per chi ha promosso un referendum inutile, non per chi è andato a votare" ma nelle ore che hanno separato i due "tweet" è scoppiata la polemica. Anche all'interno del Pd. "Trovo imbarazzante che in queste ore dirigenti di spicco del Partito democratico stiano irridendo a colpi di tweet quei cittadini che hanno scelto di votare al referendum e dunque di partecipare in modo attivo alla vita democratica del proprio Paese", sottolineò il senatore della minoranza dem Miguel Gotor. 

Di Maio fa 'ciaone' a Renzi, ma non imita Carbone: le differenze
Così, nel commentare l'accaduto, c'è chi come la giornalista Chiara Geloni in una nostra intervista affermò: "Vedremo questo “ciaone” a chi sarà rivolto nei prossimi mesi: credo che lascerà qualche ferita nel campo della sinistra, difficilmente rimarginabile". Detto fatto, visto che lo stesso Renzi nel commentare l'esito delle comunali ha affermato: "Chi vota contro il Pd a sinistra mi sembra vada più verso i 5Stelle che da Airaudo o Fassina". Insomma, un attacco, ma anche un'ammissione. Tanto che Di Maio non ha aspettato un attimo per colpire nel segno: "Non ho mai visto il Presidente del Consiglio dei Ministri così imbarazzato come oggi in conferenza stampa. I cittadini gli hanno restituito il ?#?ciaone? e lui finge di nulla", ha scritto su Facebook il membro del Direttorio 5 Stelle.  
Veniamo dunque alle differenze. Nel primo caso il "ciaone" era diretto ai promotori del referendum (o ai cittadini che avevano deciso di votare?) e fu scritto a urne aperte. Nel secondo caso il giorno dopo le elezioni e tutto dedicato al Presidente del Consiglio. 

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