Che fine ha fatto Edwige Fenech?

07 giugno 2016 ore 10:50, intelligo
di Anna Paratore

Quando il sesso aveva un suo valore, ci si faceva sopra dell’ironia, ci si rideva, ma sempre dentro a certi steccati che non andavano superati per non scadere nella volgarità o nel malcostume, come invece avviene oggi dove comunque il malcostume è anche facile che non si sappia cosa sia.  E’ stato comunque in quegli anni ormai lontani, che si è affermata un’attrice deliziosa, una donna affascinante, che fece della commedia cinematografica un po’ scollacciata la sua fortuna.  E che riuscì a catturare l’immaginario collettivo del maschio italiano, nominata ad honorem dea del sesso casereccio, inconfessato “desiderio” della porta accanto, regina dei sogni del signor Rossi.

Edwige Fenech, nasce nell’Algeria francese nel 1948, da padre nativo di Malta e da mamma italiana, ed è proprio con quest’ultima che Edwige  si trasferisce in Francia ancora adolescente per completare gli studi. Sogna di diventare medico la ragazza, ma non ci riuscirà perché qualcuno la noterà per la strada e le offrirà di entrare nel rutilante mondo dello spettacolo.  Edwige  è bella, di una bellezza acqua e sapone eppure intrigante e voluttuosa, con la grande bocca e le labbra tumide, gli occhi lievemente obliqui, il naso importate e una gran massa di capelli color ebano su una pelle perfetta e bianco latte.   Non si fa ripetere due volte l’offerta che le è stata fatta e inizia così un’avventura che durerà tutta la vita e che la riempirà di fama, successo e denaro.
A soli 19 anni partecipa al concorso di bellezza Lady France, a Cannes, vince e ottiene il diritto di partecipare a Lady Europa dove invece si classifica al terzo posto, viene però notata da un talent scout che le propone di girare la pellicola Samoa, regina della giungla.  Sua madre vorrebbe ancora che Edvige finisse gli studi  programmati, ma la ragazza è irremovibile e così gira il suo primo film, non certo un capolavoro o una produzione hollywoodiana, ma comunque un inizio.  La prima grossa occasione arriva quando viene scritturata per girare due film con quella che allora è la coppia comica del momento, Franco Franchi e Ciccio Ingrassia. Con loro la Fenech interpreta Don Franco e don Ciccio nell'anno della contestazione e Satiricosissimo ,in cui ha la parte dell'imperatrice Poppea.   A quel punto la sua carriera è ormai ottimamente avviata. Siamo  alla fine degli anni ’60,  e in quel periodo in Italia va molto di moda il genere giallo con una “spruzzata” di erotismo, e lei inizia ad essere  una delle interpreti che vanno per la maggiore. Recita in Lo strano vizio della signora Wardh, e al botteghino il successo è travolgente.
    
La consacrazione di Edwige Fenech  avviene però dal 1972 in poi, quando inizia a girare le commedie sexy con i comici famosi, come ad esempio Lino Banfi.  Sono gli anni Quel gran pezzo dell’Ubalda tutta nuda e tutta calda di Mariano Laurenti, e di Giovannona Coscialunga disonorata con onore,  divenuti in seguito veri e propri cult del cinema trash,  La vedova inconsolabile ringrazia quanti la consolarono (1973), regia di Mariano Laurenti,   Dio, sei proprio un padreterno! (1973), regia di Michele Lupo , Anna, quel particolare piacere (1973), regia di Giuliano Carnimeo,  Innocenza e turbamento (1974), regia di Massimo Dallamano,   La signora gioca bene a scopa? (1974), regia di Giuliano Carnimeo ,  Grazie... nonna (1975), regia di Marino Girolami ,  L'insegnante (1975), regia di Nando Cicero,  Nude per l'assassino (1975), regia di Andrea Bianchi , Il vizio di famiglia (1975), regia di Mariano Laurenti,   La moglie vergine (1975), regia di Marino Girolami,  40 gradi all'ombra del lenzuolo (1976), regia di Sergio Martino, La poliziotta fa carriera (1976), regia di Michele Massimo Tarantini , La dottoressa del distretto militare (1976), regia di Nando Cicero, Cattivi pensieri (1976), regia di Ugo Tognazzi,  La pretora (1976), regia di Lucio Fulci,  La vergine, il toro e il capricorno (1977), regia di Luciano Martino,  Taxi Girl (1977), regia di Michele Massimo Tarantini,  La soldatessa alla visita militare (1977), regia di Nando Cicero,  Il grande attacco (1978), regia di Umberto Lenzi,  L'insegnante va in collegio (1978), regia di Mariano Laurenti , La soldatessa alle grandi manovre (1978), regia di Nando Cicero , tanto per citarne solo una modesta parte dei davvero tantissimi film che la Fenech ha girato.

Che fine ha fatto Edwige Fenech?
In tutto questo, però, non va dimenticata la vita privata di Edwige. Sebbene sia stata a lungo la sex symbol degli italiani, la Fenech ha sempre dimostrato una pacatezza ammirevole nella vita privata, fatta di molta sostanza e poche chiacchiere. Edvige ha un figlio, la cui paternità è sempre rimasta misteriosa, mentre è stata legata per 11 anni al produttore Luciano Martino e 18 anni a Luca Cordero di Montezemolo.

Per tornare alla carriera della Fenech, finita la stagione delle decine di pellicole da lei girate andata avanti fino agli albori degli anni ‘80, Edwige non è rimasta con le mani in mano. Dopo essere stata anche un’ottima doppiatrice, ha fondato una sua casa di produzione che ha realizzato parecchi successi. Non a caso, nel 2012 ha recitato nella parte di Caterina II di Russia nella miniserie televisiva La figlia del capitano, della quale è anche produttrice. Oggi pare che sia molto potente e molto ascoltata nel mondo dello show business, e continua ad essere attiva nelle produzioni, concedendosi a volte anche qualche ruolo. Ultimante, ha interpretato È arrivata la felicità , la nuova serie di Riccardo Milani, scritta da Ivan Cotroneo, Stefano Bises e Monica Rametta (produce Publispei con RaiFiction, stesso gruppo di Tutti pazzi per amore), che racconta l'incontro di Angelica (Claudia Pandolfi) e Orlando (Claudio Santamaria) romani provenienti da ambienti diversi e delle loro famiglie. Ma cosa più eclatante della sua vita, è diventata nonna di una bambina che ora ha 3 anni e che è la figlia di suoi figlio Edwin, attualmente manager di successo a New York dopo aver trascorso parecchi anni a lavorare in Cina. Edwige attualmente è sposata con Massimo Wermuller. Sembra, a detta di tutti, che il loro sia un matrimonio splendido.

autore / intelligo
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