Smartphone tornano in classe, a scuola il divieto è “fuori dal tempo”

07 giugno 2016 ore 11:14, intelligo
di Luciana Palmacci 

Lo 'sdoganamento' dello smartphone nelle aule scolastiche è stato annunciato. Il divieto all'utilizzo in classe, introdotto nel 2007 dall'allora ministro Beppe Fioroni sta per essere tolto; è stato annunciato dal sottosegretario all'Istruzione Davide Faraone, che ha definito il divieto assoluto in vigore dal 2007 "un atteggiamento luddista" che "oggi è fuori dal tempo". Ma il cellulare, delizia dei ragazzi e dannazione dei docenti, non distrarrà i giovani dalle lezioni? Ovviamente no, ha precisato il sottosegretario: "L'utilizzo dello smartphone non vuol dire stare al telefono o mandare messaggini". D'altro canto, l'uso in classe degli smartphone, così come dei tablet, rientra nel 'Piano nazionale della scuola digitale' varato dal Miur pochi mesi fa, che prevede anche classi con connessioni ultraveloci, studenti 'interattivi', edifici scolastici innovativi. 
Smartphone tornano in classe, a scuola il divieto è “fuori dal tempo”

Il punto di svolta sarebbe quindi la trasformazione di uno strumento concepito per altro, in uno utile alla didattica. Il sottosegretario all’Istruzione parla proprio di una ‘didattica orizzontale’ possibile proprio con l’utilizzo di queste nuove forme digitali. “Presto quasi tutte le scuole italiane saranno cablate e se saranno cablate dovremo dotare gli studenti di strumenti che probabilmente già hanno” ha spiegato, per poi aggiungere che "il tema è prevedere un uso del digitale nella didattica abbastanza normale, come già accade nella vita quotidiana di ragazzi e ragazze". Equiparare le vite all'interno e all'esterno delle scuole e come continua su Facebook, Faraone lo immagina come metodo per aiutare ai disabili e ridurre i danni da cyberbullismo: "Solo un uso consapevole di questi dispositivi può aiutare a sconfiggerlo". 
Un’innovazione del processo educativo che si baserà sull'interazione costante tra studenti. Il Governo intanto ha già stanziato un miliardo di euro per il progetto che si prefissa di arrivare nelle scuole nel 2020.
autore / intelligo
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