Comunali, De Carli (Pdf): "Al via il modello Bologna. Ecco chi mi ha telefonato"

07 giugno 2016 ore 12:54, Andrea De Angelis
Le elezioni si sono concluse e ora è il momento del ballottaggio. Tra le forze nuove e cosiddette minori c'è anche il Popolo della Famiglia che in quel di Bologna ha registrato uno dei risultati migliori. IntelligoNews lo ha commentato con Mirko De Carli, candidato sindaco della città...

A Bologna il Popolo della Famiglia ha ottenuto l'1,2%. Come valuta questo risultato?
"A Bologna abbiamo ottenuto il risultato più importante anche perché è stata la città più ostica. Lo ha riconosciuto anche La Nuova Bussola Quotidiana, giornale mai simpatizzante del Popolo della Famiglia, che analizzando i nostri dati non ha potuto criticare quello di Bologna, definendolo un faretto di testimonianza in una città ostica. Non poteva fare ulteriori complimenti avendo sempre affossato le nostre iniziative...". 

Perché una percentuale così bassa è comunque importante?
"Perché abbiamo lavorato 87 giorni raccogliendo oltre duemila voti. Una vastità enorme se la rapportiamo ad esempio a Scelta Civica, partito di Governo che a Bologna ha raccolto lo 0,7 o a una lista come il Centro Democratico che ha preso lo 0,2. Il nostro dato è importantissimo. Parliamo di un movimento nato meno di tre mesi fa e che ha fatto un mese di campagna elettorale. Altri dicono nel riportare il dato come si possa festeggiare, ma io rispondo cosa pensavano di fare? Chi parlava di otto o dieci punti percentuali era fuori dalla realtà". 

Quanto ha pesato l'astensionismo? Potevano esserci altrettanti se qualche migliaio di indecisi non avesse deciso di restare a casa, è lì che dovete puntare? 
"Esattamente, l'analisi è corretta. Adesso stanno chiamando tante persone che dopo aver superato la sindrome dello "zero virgola" si interessano a noi. Anche liste che hanno fallito il risultato ci contattano, si complimentano e dicono di voler lavorare con noi. Di conseguenza credo che potremo raccogliere quel consenso che ci permetterà di arrivare alle politiche al 3% così da entrare in Parlamento. A Bologna siamo a metà del guado". 

E arrivarci dopo un mese non è scontato. 
"Esatto, non era per niente scontato. Quindi raccogliamo i frutti di questo lavoro e ora ci rimettiamo subito in cammino, andando ad incontrare le tante realtà che ci hanno votato, ma anche quelle che ci guardavano dalla finestra e ora vogliono conoscerci". 

La telefonata che più le ha fatto piacere?
"Una chiamata di un importante direttore televisivo, di cui non voglio fare il nome, che si è complimentato per il risultato ottenuto, invitandoci ad andare avanti perché c'è bisogno di noi. Questo mi ha colpito, perché è una persona che conosce il mestiere della comunicazione e che ha apprezzato il lavoro fatto dopo aver seguito tutta la mia campagna elettorale. Questo è il segno del lavoro fatto e del percorso che dobbiamo fare".
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