Comunali, Becchi: "Renzi oligarchico, 5 Stelle no. Parisi e Sala li confondo"

07 giugno 2016 ore 17:14, Andrea De Angelis
Ma quali e quante differenze ci sono davvero tra Partito Democratico e Movimento 5 Stelle? Partendo dall'editoriale di Fabio TorrieroIntelligoNews ha chiesto al professor Paolo Becchi di sviscerare i profili delle due principali forze politiche italiane. Non è mancata, infine, una frecciatina alla società liquida dove "i programmi solidi contano meno dei talk show...".

Renzi rottama, Grillo fa antipolitica d'opposizione. Anche sui temi valoriali il Partito Radicale di massa avrebbe la sua prosecuzione con il Movimento 5 Stelle. Insomma, al di là del voto di protesta l'elettorato quali differenze vede tra le due forze?
"La differenza fondamentale è il progetto di trasformazione in senso oligarchico della Costituzione che sta incarnando il Pd di Renzi. Una rottura notevole con la nostra tradizione democratica. Credo che il Movimento 5 Stelle che ha sempre fatto della democrazia diretta uno dei suoi cavalli di battaglia mai potrà accettare una svolta di questo genere. Questa è la differenza fondamentale. Renzi sa benissimo che il programma datogli da Napolitano dopo che aveva visto che Letta era in difficoltà e il premier sa benissimo che se non riuscirà a portarlo a termine dovrà andarsene. Bisogna analizzare le cose non nell'immediato per capire dove sono le differenze. Non è molto chiaro quale progetto abbia il Movimento 5 Stelle, ma di certo non è quello prefissato da Renzi. Il quale, diciamolo pure, guida un partito che c'era già prima e lì non stanno aspettando altro che il cadavere gli passi sotto la riva. Renzi ha perso Roma e va bene, ma se dovesse perdere anche Milano avrà delle ripercussioni sul futuro". 

Renzi ha sottovalutato il centrodestra a Milano? 
"Sì Renzi è partito dal presupposto che ci fossero due poli, sembrando quello del centrodestra ormai del tutto inesistente. Quello che dobbiamo constatare è invece un sistema tripolare. Teniamo presente che se questo voto ha un significato politico generale, è che lo schieramento politico è diviso in tre. L'elettorato non si è ancora bipolarizzato, anzi ora c'è il rischio che si bipolarizzi nell'opposizione di Renzi contro tutti gli altri. Dal mio punto di vista lo spero per il referendum di ottobre: se gli altri due poli si oppongono a Renzi, è molto difficile che possa passare il referendum di ottobre. Tutto dipenderà dal risultato di Milano e Torino, visto che non possiamo escludere una vittoria di Appendino che sarebbe al di là di ogni più rosea previsione". 

Tornando alle differenze tra Movimento 5 Stelle e Pd, al di là del voto contro il Governo dove si distinguono le due forze? I valori, i programmi, i progetti: ma sono davvero così distanti?
"Secondo me, ripeto, la differenza fondamentale nell'immediato è la contrapposizione sul modello costituzionale. All'esterno l'idea dei 5 Stelle è quella di rilanciare la democrazia, addirittura con forme dirette. Tendenzialmente l'aspirazione del Movimento sarebbe questa, mentre dall'altra il programma è quello dell'uomo solo al comando che mette in discussione la separazione dei poteri, che pone la centralità della vita politica futura sul premier. Il Pd di Renzi ha un progetto chiaro, mentre è più difficile parlare del progetto del Movimento 5 Stelle. Cioè è inutile che sbandieri il problema della democrazia diretta se poi cacci Pizzarotti...".

Quindi le diversità possono apparire solo formali?
"Esatto, ma il dato importante è la percezione. Non tanto i programmi, cioè come viene percepito Renzi e come il Movimento 5 Stelle. Renzi viene percepito come colui che vuole superare la forma di Governo attuale, mentre il Movimento 5 Stelle è percepito ancora come la forma nuova, innovativa, con i giovani. Pizzarotti, Quarto, anche se li mettessero in galera poco cambia: loro sono percepiti dagli italiani come casti, corretti e via dicendo. Ormai si è creato un alone di protezione tale e talmente forte che è indistruttibile. Non ha senso andare lì a guardare quali sono i programmi, ma chi se ne frega, chi va a guardarli oggi!". 

Conta più la percezione?
"Ma sì, ormai gli unici programmi che vedono solo quelli televisivi, i talk show. Una roba della prima metà del secolo scorso. Non ha molto senso in una società liquida parlare di programmi solidi. Sono tutti uguali (ride, ndr), lei trova una differenza tra Parisi e Sala? Su Mafia Capitale trova una differenza tra Raggi e Giachetti?

Addirittura a Milano c'è chi li confonde fisicamente...
"Ma lo sa, io che ci vedo un po' male li confondo! Se sono alla televisione li confondo, mi chiedo chi è che stia parlando. Ormai è una cosa così omogeneizzata, la differenza poteva farla Grillo con una super battuta. Il dato di fatto è che ormai gli italiani percepiscono il Movimento 5 Stelle come diverso e questo fa la differenza. L'onda favorevole è talmente sviluppata, può succedere qualsiasi cosa che va bene lo stesso. Al momento non è bloccabile da niente, non l'ha bloccato Quarto, non l'ha fermato Pizzarotti. Ormai i cittadini dicono che dopo averli provati tutti, bisogna far provare anche loro...".


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