Comunali, Blondet: "Pannella, Silvio, Meloni e grillini, tutti radicali..."

07 giugno 2016 ore 16:40, Marco Guerra
“Grillo ha pulsioni di destra ma i grillini sono l’ultima generazione del partito radicale di massa”. Maurizio Blondet, giornalista, saggista, scrittore, analizza insieme ad Intelligonews l’antipolitica espressa da Renzi e dal M5S e la mancanza di una visione antropologica della società. “Se dici che tutto è possibile alla fine crei una poltiglia morale”.
 
Il direttore Torriero oggi nel suo editoriale sostiene che Pd e Cinque Stelle sono due antipolitiche speculari. Una è la rottamazione governativa di Renzi, l’altra è moralizzatrice e giacobina. Entrambe hanno poi la stessa visione del partito radicale di massa. Lei che ne pensa?
 
“Direi che è proprio così, ma noto delle pulsioni più totalitarie nel Movimento Cinque Stelle. Delle serie noi abbiamo ragione e agli altri hanno sempre torto perché sono disonesti,  e non ci si allea con nessuno. E poi è chiaro che sui temi etici sia i dem che i grillini stanno sulle posizioni del partito radicale di massa”.
 
Quindi i programmi di fondo cambiano poco. Cosa c’è di diverso?
 
“Beh attenzione in pratica il Pd, ma già da Bersani e Napolitano, è il partito a cui poteri transnazionali hanno dato il compito di guidare Italia verso la mancanza di alcun tipo di guida. Ovvero la creazione di un governo che faccia qualsiasi cosa gli si dica:  austerità, accogliere immigrati, obbedire alla Nato e all’Europa. Insomma fare una società priva di nervo, perché il problemi veri tanto non li risolviamo più”.
 
A parte la parola onesta ripetuta come un mantra, in effetti sembrerebbe che il M5S non ha ricette forti per cambiare lo stato delle cose…
 
“Diciamo che Grillo ha delle pulsioni di destra; poi però  la rete, ovvero quel centinaio di persone iscritte all’azienda si Casaleggio, sono quelli lì, cioè i sostenitori del partito radicale di massa della ultima generazione. Si tratta di idealisti, però sul piano personale va bene qualsiasi cosa sia proposta dagli lgbt. C’è una frattura che si vede è che rende tutto incerto, in parte io sono contento per il risultato della Raggi ma vediamo se regge questa situazione, magari si rompono le corna, vediamo…”
 
Ma un attivismo legato solo al web non rischia di creare una casta di persone informate ma lontane dalla società reale?
 
“E’ come la casta degli uomini di Robespierre o come il partito Comunista quando era duro e puro. Questa è una casta ridotta e stupida perché non è che abbiano una cultura politica vera, le loro dicotomie sono ‘sporco’ e ‘pulito’ ma poi il programma c’è? Questo Paese sta in crisi economica profonda e nessuno fa niente, anche solo per affrontarla, per discuterne…”
 
Manca la visione di fondo…

La visione di fondo è quella dell’incapace che si mette da parte, non si coalizzano mai con nessuno per la loro idea di purezza che è una cosa inutile. Non si alleano nemmeno con le liste civiche perché non si fidano l’un dell’altro. Quando  si forma un gruppo di militanti in un centro abitato che va al voto, al dunque il Movimento Cinque Stelle nega loro il simbolo per le elezioni, pensano che possono esserci ex democristiani o ex comunisti disonesti che vogliono approfittarsene. Rispondono che il simbolo non possono darlo perché è della Casaleggio associati. Ma allora tu non sai selezionare i tuoi candidati!”.
 
Quindi chi tiene ancora ai temi antropologici non ha molta scelta?

“Il popolo italiano è un popolo radicale di massa. Sono sempre stato contento del fanatismo di Pannella perché senza di lui i  radicali avrebbero avuto l’80% dei voti. Anche lo stesso Berlusconi con il suo atteggiamento è stato un alfiere della libertà sessuale. Anche la Meloni ha detto di essere incinta al Family day pur non essendo sposata, ormai certe sensibilità non vengono nemmeno considerate. Non vedo grandi differenze, siamo tutti del partito radicale di massa”.
 
Sul costume tutti d’accordo e dei programmi nemmeno l’ombra…
 
“Se uno dice che Dio non c’è, allora tutto è possibile.  Se la mia vita morale non mi  richiede particolari esigenze perché in un altro campo dovrei essere intransigente? perché non dovrei rubare? Forse perché leggiamo la Costituzione? Bah, non credo. Se l’aborto è banalizzato perché dovrei tenermi sul fronte della morale pubblica? Magari prima si parlava di patriottismo…provaci ora! Ti sputano in faccia, come se provi a dire che non è un diritto civile avere un figlio ad ogni costo. C’è una poltiglia morale, io nato a Milano sono  umiliato per la classe dirigente che abbiamo espresso. Ora la classe dirigente sono quelli che comandano per loro stessi. Prima comandare significava impedire la dispersione di un popolo, i suoi vagheggiamenti, ma questo ora viene chiamata repressione, allora siamo chiamati a fare la poltiglia e ad essere inceneriti, quindi è normale che qualcuno alla fine ci rimpiazzerà”. 
autore / Marco Guerra
Marco Guerra
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