Loris, Meluzzi: "Panarello? Ora giudici decidano se è testimonianza veritiera o menzogna cosciente"

07 giugno 2016 ore 16:40, Andrea Barcariol
Intervistato da IntelligoNews, lo psichiatra Alessandro Meluzzi commenta quanto stabilito dai periti su Veronica Panarello, accusata dell’omicidio del piccolo Loris, dichiarata oggi dai periti “capace di intendere e di volere”.

Si aspettava questo esito dell'esame psichiatrico?

«Sì, Veronica Panarello ha tutte le caratteristiche di una piena capacità di intendere e di volere e anche di dire delle cose che possono stare dentro un giudizio. Da questo punto di vista mi pare che nel decorso del processo sia già stato recepito».

Lei che idea si è fatto sulla personalità della Panarello?

«Che abbia una struttura di personalità borderline, un'emotività particolare e disturbi dell'adattamento mi pare chiaro. Però affinché disturbi della personalità possano inficiare la capacità di essere coscienti sia di volere sia di intendere bisogna che siano diversi, convergenti e sufficientemente forti da alterare la struttura del pensiero. Questo in Veronica Panarello non mi è mai parso che ci fosse».

Loris, Meluzzi: 'Panarello? Ora giudici decidano se è testimonianza veritiera o menzogna cosciente'
 
Che cosa si intende tecnicamente con personalità “non armonica, ma capace di intendere e di volere”, come hanno scritto i periti?

«E' una definizione che non rientra nel DSM 5 (sigla che indica il titolo del noto manuale statunitense Diagnosti and Statistical Manual of Mental Disorder dove sono contenuti tutti i disturbi mentali e della personalità ndr), diciamo che con questa definizione intendiamo una personalità le cui emozioni, razionalità, motivazioni e umore, vanno tra di loro in un certo equilibrio. L'armonia della personalità è quella che una volta sarebbe stata definita la struttura del carattere. La struttura del carattere può essere anche disturbata senza che questo infici il perfetto funzionamento di altre aree della mente. Il quesito può essere ribaltato: chi di noi può dire di avere una personalità perfettamente armonica?».

Cosa accadrà ora nel processo?

«La Panarello ha fatto un racconto dei fatti che a questo punto non è frutto né del delirio né di una malattia mentale ma può essere una testimonianza veritiera o una menzogna cosciente. Starà ai giudici stabilire se il suo racconto, che include anche i rapporti sessuali con il suocero e l'uccisione del bambino, sia vero oppure no. Certamente chi si aspettava che un frettoloso giudizio di malattia mentale rendesse questo racconto solo frutto della psicopatologia può essere deluso, ma ciò non sposta di una virgola la verifica sulla veridicità dei fatti. Uno può essere malato di mente e dire la verità o sano di mente e dire una menzogna senza che questo sia espressamente legato alla presenza di un disturbo patologico della mente».

Si parla di una richiesta dell’accusa di 30 anni. Cosa ne pensa?

«E' un omicidio volontario, probabilmente premeditato, se si stabilisce che è stato fatto da lei, da sola, volontariamente, è una pena ovvia. Se invece venissero prese in considerazione altre ipotesi, questa valutazione può essere modificata».
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