Toti già fa i conti con le minacce: lo vogliono "a testa in giù"

07 luglio 2015, Americo Mascarucci
Toti già fa i conti con le minacce: lo vogliono 'a testa in giù'
E’ stato eletto alla presidenza della Regione Liguria da poco più di un mese e Giovanni Toti deve fare già i conti con le minacce. 

Sulle vetrate della sede del Consiglio regionale della Liguria sono infatti comparse delle scritte  che recitano “Toti a testa in giù” con tanto di simbolo riconducibile al mondo degli anarchici. Sono in corso indagini da parte della Digos con l’acquisizione e l’esame delle videocamere di sorveglianza per risalire agli autori dell’intollerabile episodio, mentre è forte lo sdegno del mondo politico. 

Diversi gli attestati di stima e solidarietà che in queste ore stanno giungendo all’indirizzo del giornalista, già direttore del Tg4 e di Studio Aperto, portavoce di Forza Italia e oggi presidente della Liguria a capo di una coalizione di centrodestra Fi- Lega Nord.  

Un professionista passato dai teleschermi alla politica, un uomo di “marca Mediaset” fedelissimo di Silvio Berlusconi, chiamato a sostituire Emilio Fede dopo il licenziamento dalla guida del Tg4, dove Toti ha saputo dimostrare di poter essere “berlusconiani a 360 gradi” senza risultare indigesto per faziosità e partigianeria e senza il bisogno di trasformare necessariamente un telegiornale in un gazzettino di partito. 

Un gesto spregevole e deprecabile quello delle scritte che va condannato in primo luogo perché rivolto a colpire un rappresentante delle istituzioni democraticamente eletto dai cittadini ed in secondo luogo perché compiuto da vigliacchi che, non avendo il coraggio di mostrarsi in pubblico, preferiscono nascondersi dietro sigle inquietanti che già a vederle evocano scenari da brivido (gli anni di piombo, le brigate rosse, la stella a cinque punte  ecc.). 

Perché, cosa c’è di coraggioso e di onorevole nell’imbrattare le vetrate di una sede istituzionale con minacce e slogan insensati o minacciando un governatore che da poche settimane si è insediato al vertice della Regione dopo aver ricevuto dagli elettori il mandato a governare? 

La democrazia è confronto delle idee, scontro anche duro se necessario, ma sempre alla luce e del sole e mostrando apertamente il proprio volto, mettendoci la propria faccia. 

Chi si nasconde dietro le minacce anonime è soltanto uno che probabilmente teme il confronto viso a viso e preferisce far leve sulla paura, incutere timore, evocando lo spettro dell’anarchismo, delle molotov, delle gambizzazioni ecc. 

Gente che magari non ha mai tenuto un’arma in mano, nemmeno una pistola giocattolo, ma si diverte a spaventare il prossimo con la bomboletta spray, tanto basta professarsi anarchici (cioè contrari ad ogni forma di stato) per giustificare e dare un senso a tante idiozie?

Oppure dietro quelle scritte si nascondono veri e propri delinquenti che dopo la bomboletta spray potrebbero essere anche pronti a sparare? Ma in questo caso sta alle forze dell’ordine accertare l’eventuale presenza di cellule organizzate e pronte a passare dalle minacce ai fatti

Speriamo si tratti del gesto sconsiderato di un folle e nulla più. 

Ora c’è solo da sperare che la Digos riesca ad individuare tramite le telecamere di sorveglianza  l’autore o  gli autori della scritta minatoria affinché possano essere perseguiti penalmente.

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