Grecia, sorpresa: l’Onu sta con Tsipras contro l’eurorigore

07 luglio 2015, intelligo
Grecia, sorpresa: l’Onu sta con Tsipras contro l’eurorigore
di Raffaele Mancino 

Dall’Onu arriva un’altra stoccata all’Unione europea e ai creditori internazionali della Grecia. Dopo le aspre critiche ricevute la scorsa settimana, a scagliarsi contro le istituzioni europee creditrici del Paese ellenico è il massimo esperto delle Nazioni Unite per il Debito Sovrano.

“Mi pare che l’Unione europea abbia dimenticato che i diritti umani svolgono, e dovrebbero svolgere, un ruolo preminente negli affari della finanza”, sostiene Juan Pablo Bohoslavsky. “La Grecia non può più sopportare questo clima di austerità, ciò causerebbe maggiore malcontento sociale e ridurrebbe seriamente le possibilità del Paese di riprendersi dopo anni di crisi economica”. 

L’intervento del rappresentante delle Nazioni Unite giunge a poche ore di distanza dall’esito del referendum in Grecia che ha decretato una sonora sconfitta dei falchi del rigore ma, nel contempo, ha gettato in subbuglio le borse europee. “Il messaggio che arriva dal popolo greco è chiaro: basta misure di austerità”. In realtà, secondo Bohoslavsky, “se si confrontano le statistiche recenti, si può facilmente notare come queste misure non abbiano realmente incentivato la ripresa del Paese”.

Insomma, a giudizio dell’esperto dell’Onu, i creditori del governo di Atene avrebbero dovuto porre maggiore attenzione su ciò che il diritto internazionale prescrive riguardo al debito sovrano. La comunità internazionale, in particolare, ha sempre sollevato la questione del delicato rapporto tra le pratiche del business e il rispetto dei diritti umani. Un non facile equilibrio che sembra essere stato dimenticato da chi, per anni, ha speculato senza ritegno e giocato con la finanza internazionale.

Proprio per questo motivo, Bohoslavsky annuncia che a breve farà visita in Europa per far presente all’Ue gli obblighi che derivano dal rispetto dei diritti umani nei confronti della Grecia in relazione agli affari della finanza.
Intanto si aspetta di capire quali saranno le mosse dei burocrati di Bruxelles che, ora più mai, si trovano a fronteggiare il fatidico dilemma tra rispetto della volontà popolare e dei vincoli di bilancio.

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