Grecia-Italia, Borghi (LN): “Se restano nell'euro niente soldi, se escono sì"

07 luglio 2015, Lucia Bigozzi
Grecia-Italia, Borghi (LN): “Se restano nell'euro niente soldi, se escono sì'
“La Grecia verrà fatta uscire dall’euro. Lo avevo previsto a gennaio e lo avevo anticipato proprio al vostro giornale”. Non usa troppi giri di parole Claudio Borghi, economista, responsabile economico della Lega, che nella conversazione con Intelligonews ripete una domanda che va ponendo da giorni: chi lo stacca un altro assegno a Tsipras?

Dalla linea dura con Shultz che domenica parlava ‘aiuti umanitari’ alla Grecia a oggi con Juncker che dice: evitare Grexit a tutti i costi. Cosa è cambiato, l’Eurozona sta facendo dietrofront e ha vinto Tsipras con il suo Oxi?

«Cominciamo a dire che intanto se ne parla; è già un successo clamoroso e una smentita totale di tutte le bugie che ci hanno raccontato sul fatto che bisogna evitare Grexit. Fino all’altroieri non c’era; invece questo referendum anche se non nelle intenzioni di Tipras, ci ha portato in regalo la consapevolezza che noi abbiamo ribadito da tempo e in tutte le salse; ovvero il fatto che si tratta di una scelta politica. Della serie: si può scegliere se rimanere in un posto o se avere una moneta piuttosto che un’altra. Tutti quelli che finora ce l’hanno venduta come un qualcosa di evitabile, si sono rivelati ‘europirla’ e comunque è stato dimostrato che mentivano ai propri cittadini. E’ ovvio che c’è qualcuno totalmente affezionato all’idea dell’euro e quindi più preoccupato di altri dall’ipotesi Grexit; ma a è altrettanto vero che dall’altra parte c’è un problema insormontabile»

Quale esattamente?

«I soldi alla fine qualcuno ce li deve mettere e chi mette la firma? Chi è che va a spiegare quello che spera Tsipras che è un furbone che non si è fatto problema di non dire le cose giuste ai greci e cioè un altro assegno? C’è un piccolo problema: penso che nessun tedesco vorrà mai firmare quell’assegno e dovrebbe essere così anche e soprattutto per un italiano; solo che da noi c’è un’informazione da terzo mondo; ci hanno fatto credere che era necessario mettere miliardi a prestito su Grecia e Cipro; probabilmente il Renzi di turno sarebbe disposto a tirar fuori altri miliardi indorando la pillola ai cittadini».  

Ma se Tsipras è quanto meno riuscito a spaccare le posizioni dell’Eurozona, come legge la conferenza stampa congiunta Renzi-Merkel con un sostanziale allineamento alla linea rigorista tedesca?

«In quella occasione Renzi ha dimostrato una volta di più la sua irrilevanza politica a livello europeo proprio perché hanno capito che in Italia c’è un “personaggetto” per dirla alla De Luca-Crozza che non conta granchè. Quindi anche se noi dovremmo essere i primi a dire 'signori, abbiamo già dato per la Grecia e non provate a chiederci altro'; in realtà siamo pronti a tacere su qualsiasi punto. La cosa che trovo sconvolgente è che domenica dopo l’esito del referendum abbia parlato il silente presidente della Repubblica e non il loquace presidente del Consiglio che ha scritto un post di Fb venti ore dopo»

Detto questo, la Grecia ha fatto bene a votare no?

«Dal punto di vista della tattica di Tsipra sì. Ma qui il discorso è molto semplice: come Italia non dobbiamo più dare un centesimo alla Grecia se resta nell’euro, perchè non possiamo farci carico di una Grecia che diventa una Regione sussidiata; già dobbiamo fare i conti con le nostre di Regioni sussidiate.  Se invece la Grecia esce dall’euro per stare in piedi da sola e chiede soldi per essere aiutata, in quel caso penso che dovremmo darli, anche solo a livello di risarcimento per tutti gli esperimenti finanziari fatti su quel popolo. Dovremmo consentire alla Grecia di restituirli magari in dracma, senza pressioni assurde»

Come risponde all’italiano medio che si domanda: perché io che ho già subito il Jobs Act e le pensioni, dovrei continuare a subire la linea rigorista quando per scardinarla basta un referendum?

«E’ proprio questo il motivo per cui la mia previsione è che la Grecia verrà fatta uscire. Credo che proprio a Intelligonews  lo anticipai in tempi non sospetti, tra gennaio e febbraio, sostenendo che entro l’estate la Grecia sarebbe uscita dall’euro. Coloro che la faranno uscire cercheranno di sfruttare il fatto che la Grecia avrà grosse difficoltà ma questo non sarà perché non ha più l’euro bensì perché non riceverà più soldi. E dall’Europa con  la loro fortissima macchina mediatica diranno a tutti gli Stati membri: avete visto cosa succede se esci dall’euro? Dimenticando che semmai per noi significherebbe l’inverso: non diamo più soldi e saremmo più leggeri e felici»

Scusi ma se come dice lei da Bruxelles hanno già deciso l’uscita della Grecia, voi il referendum per il no cosa l’avete sostenuto a fare?

«Intanto va detto che il quesito è stato mal posto e non conteneva l’opzione di uscire dall’euro. Poi fatto di corsa e con la banche chiuse, non era cosa…La cosa che invece ci è piaciuta molto è l’esempio; la dimostrazione che un popolo può scegliere. Noi se fossimo stati greci avremmo votato no in quanto no all’euro e a questa Europa. Il no dei greci è stato da un lato uno schiaffo agli ‘europirla; dall’altro però c’era un quesito mal posto. Fra una Grecia in ginocchio e alla fame nell’euro e una Grecia in ginocchio e alla fame ma libera, noi siamo per la seconda opzione. A mio giudizio occorre un  Piano Marshall per la Grecia fuori dall’euro in modo da rimuovere la causa del disastro e poi prevedere aiuti che non vadano alle banche o alla grande finanza, ma ai cittadini greci»

L’Fmi dice che l’effetto Grecia sarà “sostanziale” per l’Italia. Cosa dobbiamo aspettarci?

«Purtroppo per l’Italia, la seconda parte della narrazione sarà questa: vedi come stanno male i greci? Noi dobbiamo abbracciarci ancora di più all’Europa, quindi dobbiamo avere più Europa. Per questo, ho paura che un governo collaborazionista con la linea dell’austerità concorra o si tuffi in trattati internazionali non chiari; cose tipo il Fondo di garanzia del debito, che rendano sempre più doloroso e dannoso l’inevitabile giorno in cui anche noi usciremo dall’euro».
autore / Lucia Bigozzi
Lucia Bigozzi
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