L'appello della Tunisia: prestito di 25 miliardi contro il terrore

07 luglio 2015, intelligo
Il messaggio è fin troppo chiaro per non essere capito. 

L'appello della Tunisia: prestito di 25 miliardi contro il terrore
Meno marce, meno tweet, più soldi.
Così si combatte il terrorismo che fa rima con fondamentalismo. 

''Sono 4 anni che aspettiamo 25 miliardi di prestito'' promessi dal G8 nel 2011 e ripromessi, in seguito, dal G7. L'imprenditore tunisino Tarak Ben Ammar, parlando a margine della presentazione della relazione annuale dell'Agcom in Parlamento, ha ricordato che il prestito atteso è pari al 6% del debito della Grecia e chiede: ''vale la democrazia in Tunisia? Non pretendo che la Tunisia sia più importante, ma perché non rispettare gli impegni presi per salvare questa giovane democrazia? E poi non è un regalo, si tratta di un prestito''.

''C'è chi dà 3.000 euro al mese più il lavaggio del cervello'', prosegue Ben Ammar facendo riferimento indirettamente all'Isis . ''Così li fanno diventare assassini''.

Per Ben Ammar all'Italia spetta il compito di ''essere un nostro ambasciatore. Ne ho parlato anche con il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, e con il ministro degli Esteri, Paolo Gentiloni. Anche voi avete il problema della miseria umana che arriverà. La democrazia a stomaco vuoto non funziona''.
autore / intelligo
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