Primo effetto Oxi: chi vuole Grexit e chi no

07 luglio 2015, intelligo
Primo effetto Oxi: chi vuole Grexit e chi no
Grexit sì o no? Il mantra è questo ma l’Eurozona è spaccata tra favorevoli e contrari. Primo “effetto Oxi”. Che si tratti sempre di più di una corsa contro il tempo, è l’unica certezza di giornata nell’altalena tra falchi e colombe europee.

JUNKER VS MERKEL. Il presidente della Commissione europea Juncker è lapidario: evitare Grexit fino in fondo. Non la pensano così a Berlino dove la Merkel fa i conti con l’intransigente e ‘falchissimo’ Schauble e per la verità la Germania non è sola nel fronte del no. Per la Slovacchia col ministro delle Finanze Peter Kazimir “è assolutamente impossibile un taglio del debito nominale, è la nostra linea rossa”. 

Il vice di Juncker con delega all’euro, Valdis Dombrovskis prima di entrare all’Eurogruppo sibila che una “Grexit non può essere esclusa se non viene ricostruita la fiducia e senza un piano di riforme credibile”. L’uscita della Grecia dall’euro “non è il nostro obiettivo e lavoriamo per un accordo”, ma il Paese ha di fronte “sfide immense e immediate. Serve una chiara e credibile strategia per ritornare alla stabilità finanziaria e alla crescita. Molto dipenderà da cosa presenterà il governo greco, abbiamo bisogno di ricostruire la fiducia fra le nostredemocrazie”.

LA MOSSA DI TSIPRAS. Secondo indiscrezioni, il premier greco, forte dell’esito referendario, avrebbe intenzione di riaprire i negoziati mettendo subito sul piatto una richiesta di 7 miliardi per far fronte all’emergenza; insomma una sorta di prestito-ponte. Certo è che davanti all’Eurogruppo Tsipras dovrà essere in grado di convincere Ue, Bce e Fmi a riprendere i negoziati per un nuovo piano di aiuti. 

Lo spartiacque per la Grecia è la rinegoziazione del debito, ma a Bruxelles sono in molti a ritenerla un’opzione insostenibile anche perché, come va ripetendo Shauble, “un taglio del debito cade sotto il divieto di salvataggio”. In altre parole, i trattati Ue lo vietano. E anche sull’ipotesi di un prestito-ponte il muro dei Paesi del Nord è compattissimo; basta leggere le parole del ministro finlandese delle Alexander Stubb: “Non abbiamo intenzione di tagliare il debito della Grecia. Lo abbiamo già fatto in passato. Ora la porta è aperta per un accordo, ma l'aiuto dipende da alcune condizioni”. Stubb ha anche escluso che all'Eurogruppo di oggi venga discussa la richiesta di un prestito ponte per la Grecia. “Non guardiamo a un prestito in questo momento, prima dobbiamo vedere la volontà politica di arrivare a un accordo”.

Se Tsipras è pronto a giocarsi il tutto per tutto, a Bruxelles c’è già chi punta su Grexit. 

LuBi

autore / intelligo
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