In Europa approvato un nuovo muro: questa volta è "di Budapest"

07 luglio 2015, Americo Mascarucci
Un nuovo muro in Europa? Dopo quello di Berlino, arriva il “muro di Budapest”?

In Europa approvato un nuovo muro: questa volta è 'di Budapest'
Il Parlamento ungherese ha approvato la controversa legge sull'espulsione degli immigrati dal Paese.
La normativa, che ha ricevuto i voti favorevoli dalla maggioranza di governo e dagli estremisti nazionalisti di Jobbik, prevede una procedura accelerata dei fogli di via e la costruzione di una barriera di filo spinato al confine con la Serbia. 

Quindi nell’ordine sono stati sconfitti Papa Francesco, l’Onu, il presidente del Senato Piero Grasso, tutti quelli che avevano criticato l’iniziativa ungherese ritenendola in contrasto con i principi di solidarietà. Il Governo ha tirato dritto per la propria strada sostenuto dal Parlamento che ha ratificato il “pugno duro” nei confronti dell’immigrazione. Scelta discutibile? Può darsi, ancora di più se si pensa che proviene da un Paese che per oltre cinquant’anni è stato proprio vittima di quel muro che separava la Germania occidentale da quella sovietica, l’est dall’Ovest, il progresso dalla miseria. 

Tanti hanno cercato nel corso degli anni di scavalcare inutilmente quel muro in cerca della libertà e di un futuro migliore. Tuttavia non si può nemmeno condannare più di tanto l’iniziativa dell’Ungheria che solo quest’anno ha visto entrare un numero record di oltre 67 mila migranti e profughi. Da qui quindi la decisione di erigere la barriera di respingimento con l’obiettivo di evitare nuovi ingressi ed impedire di accrescere un fenomeno che ormai si è configurato a tutti gli effetti come un’autentica emergenza. Insomma, una scelta discutibile ma necessaria che potrebbe costituire un precedente per altri Stati gravati dalle stesse situazioni. 

Così anche la celebre frase che ha caratterizzato le proteste della fine degli anni ottanta “mai più muri, ma soltanto ponti”, slogan gridato dai giovani di Berlino, di Praga e di Budapest oggi sembra superato dal ritorno della paura, la paura di un  immigrazione difficile da controllare e soprattutto da gestire.
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