Rimborsi 730 in arrivo: cosa fare per riceverli in tempo

07 luglio 2016 ore 9:25, Andrea Barcariol

Ultimi giorni per il 730. Quest’anno infatti la scadenza per l'invio del precompilato è prevista il 22 luglio, anche se questo termine, nella maggior parte dei casi, potrà essere fruito solo da chi presenta personalmente la dichiarazione precompilata, in quanto i Caf devono inviare, entro il 7 luglio, l’80% delle dichiarazioni. Uno dei problemi principali nella compilazione riguarda chi deve presentare più Cud. Nel caso in cui il contribuente abbia svolto più rapporti di lavoro, o abbia percepito indennità di disoccupazione, o si sia pensionato nell’anno, il modello precompilato potrebbe non indicare i giorni di lavoro o di pensione nell’anno per i quali spettano le detrazioni, o indicarli in misura minore. È il contribuente, allora, a doverli indicare manualmente, sommando tutte le giornate risultanti dai vari Cud (ora Cu, certificazione unica): se non è indicata alcuna giornata, il modello non applica le detrazioni per reddito di lavoro dipendente o di pensione, anche se spettanti. Questo può costare molto caro al contribuente, che potrebbe trovarsi a pagare anche oltre 1.000 euro di tasse in più, in realtà non dovute (a seconda del reddito e delle giornate per le quali spettano le detrazioni). Sono molto numerosi anche gli errori che si presentano nel caso in cui sia riportata una certificazione dei redditi di lavoro autonomo, come quelle relative agli associati in partecipazione con apporto di lavoro (tipologia di rapporto lavorativo ancora esistente nel 2015): in queste certificazioni, difatti, è spesso indicato un reddito complessivo diverso dal reddito imponibile. Nel 730 deve essere riportato il solo reddito imponibile: in molti casi, però, il modello riporta anche l’ammontare da non sottoporre a tassazione, che invece non deve essere indicato. Numerosi anche gli errori in merito alle ritenute operate, spesso non indicate, nonché ai contributi trattenuti al dipendente: questi devono essere indicati nel quadro E e costituiscono oneri deducibili, ma spesso la loro indicazione viene omessa. Lo stesso accade per chi presta lavoro autonomo occasionale, in quanto le certificazioni dei sostituti d’imposta spesso non riportano le spese inerenti all’attività, che invece devono essere dedotte dal reddito. È pertanto necessario verificare tutti questi dati e correggere gli errori presenti, se non si vuole rischiare il pagamento di migliaia di euro di tasse non dovute.

Rimborsi 730 in arrivo: cosa fare per riceverli in tempo
Inoltre i 730 precompilati inviati con modifiche – sia dai contribuenti, sia dai Caf o dai professionisti – potranno essere soggetti a controlli preventivi da parte del Fisco e i successivi rimborsi saranno a cura dell’Agenzia delle Entrate anziché del sostituto d'imposta (cioè il datore di lavoro o l’ente previdenziale). La procedura, che comporta il blocco dei rimborsi e nel migliore dei casi il semplice rinvio dell’accredito, scatterà in due circostanze: 1) se l’importo del rimborso risulterà superiore a 4mila euro; 2) se, a prescindere dall’ammontare del rimborso, il Fisco troverà delle incoerenze nelle modifiche apportate al 730 precompilato. Se alla fine della procedura risulterà che il contribuente avrà davvero diritto a un rimborso, questo sarà erogato dall'Agenzia delle Entrate entro il sesto mese successivo alla scadenza per la presentazione del 730 (o alla data di trasmissione per chi ha provveduto in ritardo). Esistono però un paio di metodi per non incorrere nei controlli preventivi e quindi nel blocco dei rimborsi Irpef: presentare il 730 precompilato senza modifiche e chiedere di utilizzare il credito Irpef che risulta dal 730 in compensazione con altri tributi (ad esempio l’Imu), compilando il quadro I del 730 e presentando un modello F24. Così facendo, l’importo della compensazione si sottrae al credito Irpef, che potrebbe quindi scendere sotto la soglia dei 4mila euro ed evitare al contribuente d’incappare nella nuova procedura dell’Agenzia delle Entrate.




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