Colpo d'Ala su crisi Ncd: si allarga la fronda centrista anti-Renzi

07 luglio 2016 ore 15:53, Americo Mascarucci
"Le cose che leggiamo non coinvolgono né il suo lavoro né la correttezza del suo comportamento. La richiesta di dimissioni è pretestuosa".
Il capogruppo del Pd alla Camera Ettore Rosato difende il Ministro dell'Interno Angelino Alfano dalle richieste di dimissioni arrivate dal Movimento 5Stelle e dalla Lega dopo che nell'ambito dell'inchiesta "Labirinto di tangenti" sono state divulgate intercettazioni telefoniche dalle quali emergerebbero favori ottenuti da Alfano da parte del finanziere Raffaele Pizza ritenuto dagli inquirenti il vertice del sistema corruttivo che ha portato all'arresto di 24 persone. 
Secondo quanto riferito da Pizza nelle intercettazioni il fratello di Alfano sarebbe stato assunto alle Poste grazie alle sue raccomandazioni.
Alfano non è indagato, ma i contenuti delle intercettazioni che tirerebbero in ballo anche il padre, hanno provocato un vespaio di polemiche.
Il Pd teme che le dimissioni di Alfano possano far crollare il Governo dal momento che all'interno del Nuovo centrodestra otto senatori chiedono di interrompere la collaborazione istituzionale con il Pd e di uscire dalla maggioranza.
La pattuglia dei dissidenti, che hanno chiesto un incontro in cui assumere una decisione in merito sarebbe composto fra gli altri  da Renato Schifani, Roberto Formigoni, Maurizio Sacconi, Antonio Azzolini, Giuseppe Esposito
Nelle ultime ore è sopraggiunta un'altra brutta notizia per Renzi e il Pd, e cioè la presa di posizione di cinque senatori di Ala (il movimento di Denis Verdini) che avrebbero manifestato la volontà di non garantire più alcun sostegno all'Esecutivo e di ritornare nell'orbita del centrodestra. 

Colpo d'Ala su crisi Ncd: si allarga la fronda centrista anti-Renzi
Bocche cucite in casa Ncd. Degli otto frondisti al momento è uscito allo scoperto Giuseppe Esposito mentre Maurizio Sacconi ha dichiarato
"Leggo che sarei parte di un gruppo di otto parlamentari pronti a imboscate nei percorsi legislativi. Come è abbastanza noto, mi sono irrevocabilmente dimesso da capogruppo con la rottura delle larghe intese sulle riforme per la mancata condivisione del presidente della Repubblica. Così come ho criticato in particolare la legge divisiva sulle unioni civili ed il ricorso per essa al voto di fiducia. Da allora - ricorda Sacconi - valuto liberamente ogni singolo provvedimento e non mi coordino con alcun collega. Detesto le imboscate, credo nel confronto politico a testa alta e ho espresso con una lettera ad Angelino Alfano la mia proposta per una fase di responsabilità repubblicana, aperta almeno a tutti coloro che appartengono alle tradizionali famiglie politiche europee".  
In Area Popolare la tensione fra renziani e anti-renziani è molto forte.
Fabrizio Cicchitto invita i colleghi a diffidare delle "sirene berlusconiane" ribadendo che "indietro non si torna".
Ma non tutti la penserebbero così e le vicende di Alfano starebbero acuendo lo scontento e il malumore di chi ritiene il matrimonio con Renzi e il Pd "innaturale" e controproducente ai fini elettorali.
La resa dei conti dunque è sempre più vicina e se anche Ala, che fino ad oggi ha garantito sostegno a Renzi nelle fasi più critiche inizierà a perdere pezzi, il rischio che il Governo chiuda i battenti ben prima del referendum potrebbe rivelarsi tutt'altro che un'utopia. Ma c'è chi parla di una mediazione già fatta e di una crisi già rientrata. Chissaà perchè. 

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