Fermo, parla CasaPound: "Caso Kabobo molto più grave: più numerose violenze contro italiani"

07 luglio 2016 ore 16:40, Americo Mascarucci
"Si è trattato di un episodio isolato, una rissa in mezzo alla strada che poteva anche avvenire fra due o più italiani. Non mi sembra il caso di strumentalizzare questa vicenda".
Simone Di Stefano vicepresidente di CasaPound commenta ad Intelligonews la vicenda di Fermo con l'uccisione di un nigeriano ospitato presso una comunità religiosa in seguito ad una lite con un italiano.
Secondo quanto riportato dai media il presunto assassino sarebbe un'ultrà già noto alle forze dell'ordine e considerato vicino all'estrema destra.

Di Stefano, per l'aggressione di Fermo contro il nigeriano picchiato a morte c'è chi denuncia il rischio di bombe sociali, lei è d'accordo?
 
"Non capisco cosa si intenda per bombe sociali, qui c'è stata una lite finita male e mi pare che i fatti debbano essere ancora chiariti ed
Fermo, parla CasaPound: 'Caso Kabobo molto più grave: più numerose violenze contro italiani'
accertati. Non ci troviamo di fronte ad episodi analoghi a quelli avvenuti dopo i fatti di Colonia, quando le persone si sono organizzate contro i profughi considerati responsabili delle violenze di Capodanno. Quanto avvenuto a Fermo è un episodio isolato che poteva avvenire anche fra italiani. Ad ogni modo gli episodi di violenza che hanno per protagonisti gli immigrati ai danni degli italiani continuano ad essere in numero di gran lunga superiore a quelli compiuti dagli italiani verso gli stranieri. Mi pare che il caso Kabobo resti da questo punto di vista emblematico e molto più grave di quello avvenuto oggi". 

C'è chi dice che la colpa è del Governo, chi delle forze cosiddette populiste che soffiano sul malcontento delle persone nei confronti degli immigrati. Di chi è la colpa?  

"La causa da ricercare per questi episodi è anche data dalla massiccia presenza di immigrati nelle nostre città. Persone che non hanno futuro, non sanno che devono fare, non hanno lavoro come del resto non lo hanno nemmeno gli italiani. L'unica certezza che hanno è quella di stare 35 ore al giorno nelle strutture di volontariato, come quella in cui erano ospitati il nigeriano e la moglie. Non si può pensare di continuare a far venire in Italia un milione di africani soltanto perché ci sono le strutture caritatevoli o le cooperative rosse pronti a riceverli perché questo può portare a tragiche conseguenze"

Naturalmente fra le organizzazioni accusate di razzismo c'è anche Casapound. Voi siete razzisti?

"Non siamo razzisti semplicemente perché non crediamo nella supremazia di una razza rispetto ad un'altra. Crediamo però nelle differenze e riteniamo sacra la difesa dei confini nazionali dalle invasioni. A chi ci accusa di razzismo rispondiamo che nel nostro Movimento ci sono tanti figli di immigrati di seconda o terza generazione, nati e cresciuti in Italia, che considerano necessario proteggere da parte delle istituzioni i confini e fermare l'invasione di clandestini consapevoli dei rischi che questa invasione quotidiana può comportare"
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