Brexit è anche spam: i danni provocati dalle email truffa

07 luglio 2016 ore 19:54, Americo Mascarucci
Le conseguenze della Brexit non sembrano essere soltanto di carattere economico e finanziario.
Anche i social pare stiano subendo i danni dell'uscita della Gran Bretagna dall'Europa visto che Brexit è diventato in pochi giorni un virus capace di danneggiare i computer,
Circolano infatti da giorni delle mail truffa che alcune persone pare abbiano già iniziato a ricevere. 
Le mail contengono il nome Brexit e a prima vista potrebbero sembrare delle comunicazioni agli utenti per metterli in guardia da possibili rischi. Le mail contengono però anche dei link che altro non sarebbero che virus che potrebbero poi accedere ai dati sensibili degli utenti.
 Le mail che arrivano contengono nell'oggetto la parola Brexit, ma anche altre indicazioni che potrebbero invogliare a cliccare per sapere di più, muovendo sia sulla curiosità dell’utente, sia sulle paure legate a quello che succederà ora. 
Obiettivo è spingere l'utente ad aprire i link allegati che automaticamente installeranno dei malware oppure chiederanno dati sensibili o informazioni riservate che l'utente ovviamente non dovrà fornire segnalando subito la cosa alla Polizia Postale.
Tra il 9 e il 23 giugno, il numero di mail rintracciate e bloccate dai ricercatori del Symantec Threat Intelligence è stato di 81.323.

Brexit è anche spam: i danni provocati dalle email truffa
Peter Coogan, di Symantec Security Response, ha spiegato: "Minacce come lo spam, il phishing e i malware, che sfruttano gli eventi più importanti del momento per provare a sottrarre soldi alle persone, continuano a essere metodi molto redditizi usati dai cyber criminali per costringere i consumatori e le aziende a condividere informazioni personali e finanziarie. Questi truffatori informatici continuano a mettere a punto nuove mail da inviare e sfruttano gli eventi di attualità per giocare con le emozioni delle persone. Il notevole aumento dello spam relativo alla Brexit non è quindi una sorpresa, anche considerando la grande attenzione che questa notizia sta generando a livello internazionale".
"La migliore difesa contro il social engineering è la formazione - ha aggiunto Coogan - Se non si conosce il mittente, non bisogna aprire la mail, non si deve cliccare sui link al suo interno e nemmeno scaricare gli eventuali allegati. E’ una buona idea avere istallato un solido software di sicurezza internet multi-livello su tutti i terminali, e le aziende dovrebbero considerare la possibilità di realizzare dei corsi per il proprio personale al fine di aiutare i dipendenti a rendere sicuri non solo i dati della società, ma anche i propri".

caricamento in corso...
caricamento in corso...
[Template ADV/Publy/article_bottom_right not found]