Nigeriano ucciso a Fermo, Moretti (Pd): “Ci sono politici che ogni giorno volgarmente fomentano l’odio razziale"

07 luglio 2016 ore 13:47, Lucia Bigozzi
“Sono i politici i primi a usare frasi grevi e razziste che fomentano l’odio razziale…”. Amara considerazione che Alessandra Moretti, ex parlamentare e capogruppo Pd in consiglio regionale del Veneto, pronuncia commentando con Intelligonews la vicenda del nigeriano picchiato a morte per aver difeso la moglie, pesantemente oltraggiata. “Mettere in relazione gli sbarchi dei migranti e la politica del governo con l’intolleranza è sbagliato e fuorviante: questo è l’esecutivo che ha fatto di più sulle politiche di integrazione, pensiamo solo allo ius soli…”

Dopo l’aggressione al nigeriano picchiato a morte per difendere la moglie offesa gravemente, c’è chi parla del rischio di “bombe sociali”. E’ così? 

"Gli episodi di intolleranza, violenza e discriminazione purtroppo sono da sempre frequenti anche nel nostro Paese e quindi anche in questo caso si è trattato di una violenza inaudita nei confronti di un ragazzo che ha avuto “la colpa” di difendere la moglie".

Nigeriano ucciso a Fermo, Moretti (Pd): “Ci sono politici che ogni giorno volgarmente fomentano l’odio razziale'
C’è chi attribuisce la responsabilità alla politica fallimentare del governo, mentre per altri la colpa è della politica populista. Secondo lei di chi è la colpa di quanto accaduto? 

"Innanzitutto, penso che sia sempre molto facile scaricare su chi governa tutte le responsabilità. Io penso che questo sia il governo che dal punto di vista dell’integrazione e delle politiche di integrazione ha fatto di più, penso solo alla norma dello ius soli, la legge sulla cittadinanza; norma peraltro fondamentale perché è il primo passo per riconoscere un diritto pieno a chi nasce in Italia anche da genitori stranieri. Altro elemento che rilevo: molti dei politici che ogni giorno in maniera volgare fomentano l’odio razziale, l’intolleranza, magari ricollegandola alla questione dei profughi, degli sbarchi, dell’immigrazione che non ha nulla a che vedere col tema dell’integrazione sociale vera, professionale".

Secondo alcuni osservatori l’apertura indiscriminata ai migranti rischia di alimentare episodi di razzismo: qual è la sua valutazione? 

"Non c’entra assolutamente nulla. Anzitutto non c’è nessuna apertura indiscriminata perché noi abbiamo sempre chiesto all’Europa regole certe, condivise e chi sbaglia, chi delinque, deve tornare da dove è venuto attraverso sanzioni molto forti, anche con il rimpatrio. Quindi respingo al mittente queste accuse, del tutto infondate. Dall’altro lato, c’è un problema culturale, come ad esempio nel caso della violenza sulle donne; è un problema di una società che anziché progredire in termini di rispetto dell’altro, di emancipazione, di valori della cittadinanza e della solidarietà, è un Paese che regredisce e questo deve farci riflettere tutti, perché è un problema sociale che riguarda tutti, e va affrontato prima di tutto da un punto di vista educativo - di qui l’importanza del ruolo della scuola e gli investimenti che sulla scuola vanno fatti anche da questo punto di vista – e ovviamente attraverso le regole della legalità: noi dobbiamo dare sicurezza a tutti; a chi vive nel nostro Paese da sempre e da chi viene accolto".
 
Come commenta la frase offensiva “scimmia africana” pronunciata nei confronti della moglie del nigeriano picchiato a morte? Per certi versi e con le dovute proporzioni, ricorda un epiteto che Calderoli assegnò all’allora ministro Kyenge, anche se poi chiese scusa. E’ possibile che ancora oggi si dicano frasi del genere? 

 "Ma se sono i politici a dirle…, ma scherziamo? Sono i politici i primi ad avere comportamenti inaccettabili, prendiamo l’episodio di Calderoli che poi chiese scusa ma intanto quella frase offensiva al ministro Kyenge la pronunciò. E qui entra in gioco la responsabilità di chi fa politica e ricopre ruoli istituzionali. Se ad offendere e usare terminologie così grevi e razziste sono i politici, figuriamoci una persona che magari ha qualche problema personale o è un violento, o un individuo socialmente pericoloso". 
autore / Lucia Bigozzi
Lucia Bigozzi
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