Rimborsi spese illeciti in Piemonte: trovati campanacci per le mucche, abbigliamento intimo, calze e mutande...

07 maggio 2013 ore 10:39, intelligo
Rimborsi spese illeciti in Piemonte: trovati campanacci per le mucche, abbigliamento intimo, calze e mutande...
Sono iniziati ieri nella Procura di Torino gli interrogatori dei cinquantasei consiglieri della Regione Piemonte indagati per rimborsi spese illeciti
. Il primo ad essere ascoltato dagli inquirenti è stato Mario Carossa della Lega Nord, seguito da Marco Botta di Fratelli d'Italia e, infine, Aldo Reschigna del Pd. Gli interrogatori dureranno fino a metà maggio. Molti dei consiglieri hanno fatto sapere che non risponderanno alle domande, mentre sembrano essere tutti d'accordo nel rimborsare i soldi percepiti in modo non lecito. Il buco da coprire arriva infatti a 1 milione e 800mila euro. Gli inquirenti hanno trovato scontrini di caffè, ristoranti, viaggi, hotel, borse, capi di abbigliamento di stilisti, videogiochi, campanacci per le mucche, videocamere di sorveglianza, motoseghe, cornici, elettrodomestici, abbigliamento intimo, calze e mutande, che venivano acquistate e poi rimborsate con soldi pubblici. Intanto il Pdl crea un fondo cautelare prudenziale per la vicenda dei rimborsi su cui indaga la magistratura. Il gruppo consiliare regionale del Pdl ha comunicato che sarà istituito presso un notaio un fondo vincolato cautelare-prudenziale di 100 mila euro, costituito da versamenti personali dei consiglieri del Pdl e alla fine della legislatura saranno restituiti al Consiglio regionale circa 300 mila euro, risorse che il Gruppo ha accantonato non effettuando più alcun genere di rimborso ai consiglieri dallo scorso autunno. “La decisione, assunta all’unanimità – spiega il presidente del Gruppo, Luca Pedrale – deriva dal fatto che molte tipologie di rimborso sono state contestate dalla magistratura, e pertanto riteniamo opportuno a titolo prudenziale e cautelativo depositare questa cifra presso un notaio, pur ribadendo la nostra ferma convinzione di aver correttamente applicato la legge, anche riferendoci a prassi consolidate nel tempo. Quando sarà terminato il procedimento giudiziario e sarà fatta chiarezza definitiva sulla pertinenza o meno dei rimborsi – conclude Pedrale – le risorse accantonate nel fondo istituito presso il notaio, nel caso i rimborsi vengano ritenuti pertinenti, saranno restituite ai consiglieri. In caso contrario, i 100 mila euro versati dai consiglieri saranno destinati secondo le decisioni che l’Autorità Giudiziaria assumerà”.
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