Il conclave di Letta all'Abbazia di Spineto. Il precedente? C'è lo zampino di Lupi e l'ombra di Prodi

07 maggio 2013 ore 12:01, Marta Moriconi
Il conclave di Letta all'Abbazia di Spineto. Il precedente? C'è lo zampino di Lupi e l'ombra di Prodi
La Toscana è sempre di moda, come i grandi classici. "E poi i politici in ritiro fanno squadra", avrà pensato il premier Enrico Letta. E' così che, nell'Abbazia di Spineto della Luce vicino Sarteano e in provincia di Siena, i neo ministri si riuniranno alla luce del sole. No, niente a che vedere con le riunioni Bilderberg, Trilateral, o think tank simili. Per approfondire la conoscenza reciproca è importante che abbiano la privacy certo, ma che tutto venga twittato e reso pubblico.  Infatti, in perfetto stile social, Enrico Letta ha cinguettato alla grillina: «Ognuno paga per sé». E succederà da domenica, nel tardo pomeriggio fino a lunedì mattina. ALTRO ANNO, STESSA LOCATION. Il 15 e il 16 novembre 2012 si era  svolto nella stessa Abbazia di Spineto l’annuale incontro dell’Intergruppo parlamentare per la Sussidiarietà. E indovinate Enrico Letta che fece? Il saluto iniziale, ai 50 deputati e senatori presenti (Pdl, Pd, Udc, Lega), fu il suo. E c'è un altro indizio che può far capire chi abbia dato l'idea a Letta... L'allora Vice Presidente della Camera Maurizio Lupi dialogò con il cardinale Camillo Ruini sul libro "Intervista su Dio". La logistica infatti sembra che fosse stata gestita proprio da Lupi. Certo, parliamo di un'abbazia più simile ad un mega resort. ALTRI PRECEDENTI STORICI. a annotata l'iniziativa di Marcello Veneziani promossa il 15 luglio 2012, nel Monastero di Valledacqua ad Ascoli. Si parlò, in quel luogo ameno, del futuro dell’area politica culturale patriottica di destra. Intellettuali, giornalisti, pensatori di vario genere vi trovarono riparo e riposo, oltre che il giusto stimolo per discutere, in questo caso nel verde delle Marche. E' stata ricordata poi, dal Corsera, l'avventura di Romano Prodi, del 1997,  presso il convento di Gargonza: ma l' "Ulivo", simbolo di pace, non portò fortuna a nessuno dei protagonisti d'allora(per esempio D'Alema e Veltroni). La storia magistra vitae?  Il Pd, oggi, ricorda ancora e riascolta con altra attenzione i dubbi di allora (meglio una coalizione tra partiti o fare una nuova forza politica che fonda le varie anime?). Sabato l'ardua sentenza. TANTO TEMPO FA. Ma facciamo un passo indietro, molto indietro: vi ricordate le "Disputationes camaldulenses" di Cristoforo Landino, che faceva parlare politici e intellettuali come Lorenzo dei Medici, Giovan Battista Alberti e Marsilio Ficino? Alla fine Letta non c'è inventato niente. Certo, i monaci camaldolesi erano interlocutori acuti che dialogavano alla pari con Ambrogio Traversari, Mariotto Allegri, Pietro Delfino, Pietro Querini e Paolo Giustiniani. Nessun Fassina, Biancofiore, Miccichè, Orlando e così via.  
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