Caro De Laurentiis, ora il Napoli rischia grosso

07 maggio 2014 ore 7:14, Andrea De Angelis
Ha parlato al termine della partita, poco dopo le foto di rito con la Coppa Italia appena conquistata, di una tifoseria "comprensiva e collaborativa".   

Caro De Laurentiis, ora il Napoli rischia grosso

  Il presidente del Napoli, Aurelio De Laurentiis, ha usato proprio queste parole per definire la curva nord dello stadio Olimpico di Roma lo scorso 3 maggio, quella dei tifosi azzurri partenopei. Una curva che, anche senza parlare ancora del cosiddetto Genny La Carogna, ha sbagliato almeno tre volte:  1) Lancio di fumogeni e bombe carta prima della gara, con feriti tra gli stuart e i vigili del fuoco (l'immagine di uno di loro, soccorso e portato negli spogliatoi, ha fatto purtroppo il giro d'Europa); 2) Assordanti fischi all'inno d'Italia; 3) Invasione finale di campo. Comprensiva e collaborativa, appunto.  

Caro De Laurentiis, ora il Napoli rischia grosso

    Il rischio di una maxi squalifica dello stadio San Paolo è reale, non solo per il lavoro degli ispettori Figc presenti sul campo nelle fasi più concitate che hanno preceduto la partita, ma anche perché potrebbe essere il segnale che lo Stato (vedi ieri Napolitano e Renzi) ha intenzione di dare al mondo del calcio. Non ce ne voglia l'illustre presidente del Napoli, ma di comprensivo e collaborativo sabato notte a Roma si è visto ben poco.
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