Italicum, Alfano va per Boschi: quando la foto è tutta un programma

07 maggio 2015, Americo Mascarucci
Italicum, Alfano va per Boschi: quando la foto è tutta un programma
La fotografia è tutta un programma, chiara quanto ambigua e non è una contraddizione in termini ma lo stato dell’arte. Il ministro dell’Interno Angelino Alfano leader del Nuovo Centrodestra ha abbracciato in Aula il ministro delle Riforme costituzionali Maria Elena Boschi dopo che la Camera dei Deputati ha approvato l’Italicum, la nuova legge elettorale. 

Se l’abbraccio fosse stato fra la Boschi e Renzi nessuno probabilmente avrebbe avuto nulla da ridire, anzi la cosa sarebbe stata del tutto normale; ma il fatto che ad esultare con la giovane ministro è Alfano, la cosa non può passare inosservata e i giornali non si sono certi lasciati sfuggire l’occasione di immortalarla. Una foto chiara, perché chiara è la vittoria del governo che ha incassato un successo non privo di insidiosi ostacoli. 

Una vittoria dunque di tutto il governo anche di Alfano che ne fa parte a pieno titolo. Ambigua però al tempo stesso perché ambigua resta la posizione del Nuovo centrodestra ancora con un piede nel governo e un altro nel centrodestra, a metà fra Renzi e Berlusconi. La classica politica dei due forni che per esempio ha fatto per anni la fortuna dell’Udc. 

Le cosiddette alleanze a macchia di leopardo che, in barba alla coerenza, permettevano comunque a Casini e ai suoi di poter governare le amministrazioni locali. Magari in una giunta regionale si stava con il centrodestra, in quella immediatamente confinante con il centrosinistra. Però alla fine i voti dell’Udc erano necessari per vincere e quindi tanto da una parte che dall’altra si chiudevano gli occhi e si accettavano i doppi, i tripli, i quadrupli forni. 

Si dice che quando uno la tradizione ce l’ha nel sangue difficile perderla e Alfano è di sana scuola democristiana. E così nessuno sembra farci caso se mentre il Ministro dell’Interno abbraccia la Boschi ed esulta per l’approvazione dell’Italicum nonostante l’Aventino di Forza Italia, sul territorio quelli dell’Ncd hanno chiuso accordi quasi dappertutto con il partito di Berlusconi e con le altre forze di centrodestra. Del resto non è un controsenso il fatto che mentre Berlusconi tramite Brunetta accusa il governo di avere pulsioni fasciste e mette sotto accusa la gestione dell’immigrazione e dell’ordine pubblico, tutte competenze di Alfano, nel contempo quelli di Forza Italia vanno a bussare alle porte dell’Ncd per avere i voti nelle regioni o nei comuni chiamati al rinnovo? 

Va dato atto alla Lega di Salvini di essere stato l’unico partito di centrodestra ad aver alzate le barricate contro l’ingresso dell’Ncd nelle coalizioni territoriali evidenziando come Alfano e company non possano avere “la botte piena e la moglie imbriaca” ossia mantenere le poltrone di governo e poi sul territorio candidarsi contro il Pd. 

Appunto la vecchia e mai abbandonata politica dei due forni che però sembra andare a genio a tutti; a Renzi che ha bisogno dei voti degli alfaniani per la tenuta del governo e a Berlusconi che nelle regioni spera di poter limitare i danni derivanti dalla mancanza di strategia politica e di leadership. Come in Campania dove pur di riconfermare Stefano Caldoro alla carica di governatore l’ex Cavaliere è pronto a tutto, anche ad allearsi con il diavolo se necessario (e chissà se basterà dopo il cambio di schieramento dell’Udc di De Mita?). 

Ecco perché l’abbraccio fra Alfano e la Boschi che ha sugellato l’approvazione dell’Italicum sembra la migliore fotografia di quell’ambiguità tutta centrista destinata a sopravvivere a tutte le stagioni politiche. Quell’ambiguità con la quale si sono dovuti confrontare i vari Berlusconi, Prodi, d’Alema, e oggi anche Renzi. Fino a quando durerà questa politica del doppio binario, della macchia di leopardo? Arriverà il momento delle scelte in cui anche Ncd dovrà decidere da che parte stare? Se continuare l’alleanza con il Pd o ricostruire un’area alternativa di centrodestra? L’obiettivo di Alfano a parole sembrerebbe essere quest’ultimo ma finora i segnali sono sembrati andare in direzione contraria. Mai dire mai tuttavia. 

L’arte di restare a galla insomma resisterà anche all’Italicum? Questo Paese che Renzi dice di cambiare davvero, vedrà anche la fine dei duplici, triplici e quadrupli forni? In tanto un bell’abbraccio con la Boschi ci sta tutto, se non altro perché il governo vuoi o non vuoi continuerà a tirare diritto almeno per un po’.  E vi pare poco?
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