Dal rosso al rosa: l'Istat alza le stime per l'Italia

07 maggio 2015, Luca Lippi
L’ISTAT oggi rivede le stime sull’economia del Paese per l’anno in corso di due decimali in aumento rispetto alla precedente, (da 0,5% a 0,7%). La nuova stima contenuta nella "Prospettiva per l'economia italiana nel 2015-2017" dell'istituto di statistica è lievemente superiore al +0,6% indicato dal governo e dalle ultime previsioni della Commissione Europea.

Dal rosso al rosa: l'Istat alza le stime per l'Italia
ISTAT certifica il dato macro argomentando la previsione di un rafforzamento della crescita nei prossimi anni con +1,2% del Pil nel 2016 e dell'1,3% nel 2017. Nel 2015 la domanda interna al netto delle scorte contribuirà positivamente alla crescita del Pil per 0,3 punti percentuali, quella estera netta per 0,4 punti percentuali. Nello specifico si legge: "Nel biennio successivo il rafforzamento ciclico determinerà un apporto crescente della domanda interna (+0,8 e +1,1 punti percentuali) mentre il conseguente aumento delle importazioni favorirà una diminuzione del contributo della domanda estera netta nel 2017".

Nel 2015, ipotizza l’ISTAT, la spesa delle famiglie segnerà una variazione positiva dello 0,5% in termini reali, a seguito del miglioramento del reddito disponibile. Nel successivo biennio, si prevede un rafforzamento dei consumi privati (+0,7% e +0,9%) sostenuto da un graduale aumento dell'occupazione. 
Gli investimenti torneranno a crescere nell'anno in corso (+1,2%), stimolati dal miglioramento delle condizioni di accesso al credito.

Di fatto, a tale proposito l’ISTAT farebbe riferimento agli ultimi dati sull’aumento delle quote a credito erogate dagli istituti di credito, noi crediamo che il dato debba essere analizzato decontestualizzandolo dalla genericità e sottolineando che molto è frutto di rimodulazione di debiti di imprese e famiglie, dunque le aspettative associate a una ripresa della dinamica produttiva sarebbero solamente sulla carta. Il processo di accumulazione del capitale è previsto riprendere a ritmi sostenuti nel 2016 (+2,5%) e con maggior intensità nel 2017 (+2,8%), sempre che il sistema del credito segua la dinamica ipotizzata dall’ISTAT.
È altresì normale che l’ISTAT, secondo la sua strategia analitica, intraveda la discesa al 12,5% nel 2015 e al 12% nel 2016 del tasso di disoccupazione.

Noi seguiamo con attenzione confermando lo scollamento della statistica dall’economia reale, tuttavia sognare non costa niente, è pur sempre una stima, dateci un decimale e vi cambieremo il mondo!
autore / Luca Lippi
Luca Lippi
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