Fulvio Abbate: "Garko non è Delon..."

07 maggio 2015, Adriano Scianca
Fulvio Abbate: 'Garko non è Delon...'
"Il caso Gabriel Garko? Un giorno chi si va dal chirurgo estetico verrà ricordato come Gagarin. Saranno i pionieri della mutazione chirurgica". Lo scrittore Fulvio Abbate interpreta a modo suo il tormentone web sul ritocco-non-ritocco del noto sex symbol. E, intervistato da IntelligoNews, spiega: "Il gossip dimostra che si è persa la complessità filosofica. Guardate come parla Renzi..."

Abbate, ma insomma Garko ha commesso proprio un peccato mortale a presentarsi in tv in forma non smagliante? 

«Un secolo fa ai Papi non era concesso di indossare gli occhiali. Noi, invece, siamo nati al tempo del Papa coi Persol. Questo per dire che fra qualche decennio non faremo più caso alle mutazioni dovute alla chirurgia estetica. L'arte è là dove finisce la natura e la chirurgia estetica è una forma d'arte, o almeno così ci dicono. Il corpo sta diventando un oggetto di design e fra qualche anno quelli questi divi che si rifanno verranno ricordati come Gagarin, saranno i pionieri della mutazione chirurgica». 

Che il ritocchino ci sia stato o no, c'è anche da interrogarsi sulla reazione della rete. La prima a lanciare il tormentone è stata Selvaggia Lucarelli... 

«Premesso che Selvaggia Lucarelli gode della mia stima e che fra qualche anno sarà la nuova Fallaci, io ho trovato in effetti inquietante che un suo post su Belen abbia raccolto 30mila like. Ma dato per assodato questo quoziente di intelligenza medio, è normale che l'argomento più cliccato riguardi i punti neri...».

Il gossip è sempre esistito. Sono i social network, allora, a creare questo clima? 

«Un tempo io ti prendevo per il culo al bar Luana. Oggi io, che un tempo sarei stato solo un cacacazzi del bar Luana, ho la possibilità di diventare un opinionista del cacacazzismo grazie a un profilo twitter ben gestito. Mia figlia tempo fa mi ha portato a vedere dei giovani youtuber, fenomeni nati su YouTube che già avevano la security ed erano corteggiati dagli sponsor. Ma grazie a quale talento? Il punto è che oggi la complessità filosofica è stata abbattuta da altre modalità. Prendiamo l'espressione renziana “gufi”. Un tempo si diceva “Avanti savoia!” oppure “Vincere!” o anche “Veniamo da lontano e andiamo lontano”. Oggi al massimo si dice “Daje”». 

Intanto, però, Garko ha smentito di essersi ritoccato e pare sia bello come sempre. Noi maschi ordinari abbiamo perso l'occasione di veder accorciare le distanze? 

«Ma non è una questione di bellezza. Si tratta piuttosto di cancellare i segni del tempo. Ogni attore sa che a un certo punto verrà sostituito per motivi anagrafici da uno più giovane, quindi si agisce sull'età». 

Ma allora perché un Alain Delon non ha avuto bisogno di intervenire sull'età? 

«Ma Delon è un figlio del secolo breve e deve il suo fascino anche al fatto di essere stato un parà nella guerra d'Indocina. Garko è figlio di Atlas Ufo Robot...».
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