Vitalizi, la Camera delibera ma il Senato tentenna

07 maggio 2015, intelligo
Vitalizi, la Camera delibera ma il Senato tentenna
La Camera delibera, il Senato tentenna. La questione è quella dei vitalizi agli ex deputati condannati con pene superiori a due anni per reati di mafia, terrorismo o contro la Pubblica amministrazione.

VOTO E NON VOTO. Una delibera dell’Ufficio di presidenza che non incassa l’unanimità e registra la spaccatura tra le forze parlamentari: non hanno partecipato al voto – seppure con motivazioni diverse - i 5S, Fi e Alleanza Popolare. Favorevoli, invece, Pd, Sel, Scelta civica, Fratelli d'Italia e Lega. Durissimo il vicepresidente della Camera Luigi di Maio che ha lasciato la riunione prima della sua conclusione esternando così: “Non partecipiamo al voto. Questa porcata se la votano da soli”. I grillini considera il provvedimento approvato dall’Ufficio di presidenza un “compromesso al ribasso”. 

Opposta lettura dai banchi dem. Secondo la deputata Anna Rossomando si tratta di una “proposta equilibrata” mentre i 5Stelle “miravano a far saltare l'approvazione della delibera oggi per passare alla sede legislativa, con tempi più lunghi. Un atteggiamento che stupisce perchè contradditorio con le pressioni che gli stessi M5S avevano esercitato”. Fi non ha votato perché chiedeva l’opzione legislativa sulla questione dei vitalizi, mentre Ap ha motivato la scelta di non partecipare al voto sottolineando la diversità di opinione in merito alla questione di giuristi e presidenti emeriti della Consulta si dividano: “Nella sostanza -ha spiegato Ferdinando Adornato- siamo d'accordo, quanto alla forma non vogliamo sostituirci ai costituzionalisti. Piuttosto, sorprende che su una materia così controversa ci sia stata un'accelerazione forse un po' troppo superficiale. Forse l'approssimarsi del voto...”.

COSA CAMBIA. La delibera prevede lo stop ai vitalizi per i reati considerati gravi e che ledono la dignità della carica di parlamentare e di chi la ricopre: reati di mafia e contro la Pubblica amministrazione, oltre alle condanne in via definitiva a più di due anni per reati comuni che prevedano un massimo edittale non superiore ai sei anni, in linea con quanto previsto dalla legge Severino.
I vitalizi non verranno sospesi quando il deputato condannato ottine la riabilitazione: in quel caso, dopo la comunicazione alla Camera, i vitalizi verranno erogati nuovamente dalla data della presentazione della domanda legittimamente presentata e accolta.
Così a Montecitorio, ma al Senato è ancora tutto in alto mare…

LuBi

autore / intelligo
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