Pet therapy, Italia all'avanguardia: quando accarezzare un cane "riabilita" il paziente

07 maggio 2016 ore 10:06, Americo Mascarucci
Firenze e il polo ospedaliero di Careggi all'avanguardia nella pet therapy in casi di emergenza. 
Parte infatti un progetto che sfrutta il legame di amicizia tra uomo e cane come strumento per aiutare a 'uscire' dalla terapia intensiva, il primo di questo tipo in Italia. 
Con il termine pet therapy s'intende, generalmente, una terapia dolce, basata sull'interazione uomo-animale.
Si tratta di una terapia che integra, rafforza e coadiuva le tradizionali terapie e può essere impiegata su pazienti affetti da differenti patologie con obiettivi di miglioramento comportamentale, fisico, cognitivo, psicosociale e psicologico-emotivo. 
La pet-therapy non è quindi una terapia a sé stante, ma una co-terapia che affianca una terapia tradizionale in corso. Lo scopo di queste co-terapie è quello di facilitare l'approccio medico e terapeutico delle varie figure mediche e riabilitative soprattutto nei casi in cui il paziente non dimostra collaborazione spontanea. La presenza di un animale permette in molti casi di consolidare un rapporto emotivo con il paziente e, tramite questo rapporto, stabilire sia un canale di comunicazione paziente-animale-medico sia stimolare la partecipazione attiva del paziente. 

Pet therapy, Italia all'avanguardia: quando accarezzare un cane 'riabilita' il paziente
Obiettivo della sperimentazione condotta dalle dottoresse Manuela Bonizzoli e Laura Tadini Buoninsegni, è ridurre lo stress del ricovero in rianimazione, incentivando esercizi fisioterapici spontanei come le carezze, gesti caratteristici di un forte legame di amicizia tra l'uomo e il cane, che possono agevolare anche lo svezzamento dalla ventilazione meccanica invasiva, soprattutto in quei malati in cui si instaura una forte componente ansiosa. 
La sperimentazione, con i primi 10 pazienti dall'inizio dell'anno, vede la partecipazione delle coppie conduttore-cane della Scuola nazionale cani guida per ciechi della Regione Toscana, che garantisce la presenza accreditata di personale con formazione ed esperienza qualificate e certificate. 
Sempre al Careggi è stato avviato un progetto pilota relativo ai pazienti affetti da sclerosi sistemica, la pet therapy oltre a migliorare le condizioni psicologiche e relazionali dei pazienti, si è dimostrata efficace anche nel ridurre il dolore cronico. 
"La presenza di animali in corsia può essere di grande aiuto per i pazienti, accelerando addirittura la guarigione - ha affermato l’assessore regionale al diritto alla salute Stefania Saccardi - La presenza dei cani in rianimazione per ora unica in Italia, dimostra come anche in un reparto delicato gli animali, opportunamente addestrati e accompagnati, possono avere un importante ruolo terapeutico".
Quando si dice "il cane è il miglior amico dell'uomo" non si smette proprio mai di avere esempi.

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