La pelle-robot sarà elastica e "brillante" grazie ai polpi e a due italiane

07 marzo 2016 ore 8:10, Micaela Del Monte
Si illumina e cambia colore se viene sfiorata ed è elastica al punto che riesce ad allungarsi fino al 500%. Si tratta di una nuova forma di pelle hi-tech che si ispira al polpo e ai i cefalopodi in genere che in futuro potrebbe rivestire i robot. Descritta sulla rivista Science, è stata realizzata dal gruppo coordinato da Robert Shepherd, dell'American Cornell University, in collaborazione con l’Istituto Italiano di Tecnologia (Iit) di Genova.

La pelle-robot sarà elastica e 'brillante' grazie ai polpi e a due italiane
"Ci siamo ispirati alla pelle del polpo e abbiamo ottenuto un materiale con proprietà tattili e iper-elastico, al punto che può essere deformato del 500% e tornare all'aspetto originario", ha detto Barbara Mazzolai, dell'Iit, che è fra gli autori della ricerca e recentemente è entrata nella classifica internazionale delle donne geniali della robotica insieme a un'altra italiana, Cecilia Laschi, della Scuola Superiore Sant'Anna di Pisa. La pelle artificiale, ha proseguito, è un punto di partenza che potrebbe portare a sviluppi imprevedibili. Il primo riguarda la possibilità che i robot del futuro possano avere una pelle come questa, tanto che i ricercatori l'hanno già utilizzata per rivestire un braccio robotico.

"Quando il braccio si piega il materiale si deforma e cambia colore, inoltre risponde alla stimolazione tattile e permette di controllare la pressione", ha spiegato la ricercatrice. La pelle hi-tech che imita quella del polpo è fatta di silicone al suo interno sono 'incastonati' elettrodi di idrogel e particelle di solfuro di zinco, rame e manganese. A seconda della miscela, la pelle brilla di colori diversi: si illumina in blu se prevale il rame  e di giallo se invece domina il manganese. È un altro passo lungo la strada che punta "a rendere i robot sempre più sicuri nell'interazione con l'uomo", ha osservato ancora. Si possono immaginare anche robot mimetici, insieme a nuovi dispositivi biomedici, una nuova generazione di sensori, fino a tessuti 'cangianti' al servizio della moda o di mobili 'sensibili'. 

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