Sesso che ti passa: ma quale infarto, a 50 anni fa bene

07 marzo 2016 ore 11:55, Lucia Bigozzi
Fare sesso dopo i 50 anni giova. Non solo al fisico che mantiene la sua tonicità ma anche e soprattutto alla mente. Insomma, a tutto sesso perché a beneficiarne è il cervello e in particolare la memoria. Ci sono arrivati in Gran Bretagna e la tesi è al centro dello studio eseguito da un team di ricercatori inglesi della Coventry University, pubblicato sulla rivista internazionale Age & Ageing. Sesso sì ma attenzione: solo e sempre “buon sesso”. Per capirne di più, è uno degli autori dello studio, Hayley Wright, a spiegare dall’approfondimento è emerso un collegamento, ovvero una “significativa associazione tra l'attività sessuale e le funzioni cognitive negli adulti ultracinquantenni. Verranno condotti altri studi in materia per verificarla e capire il perché”. Le modalità di esecuzione della ricerca hanno coinvolto un campione di quasi 7mila adulti di età compresa tra i 50 e gli 89 anni che per un anno sono stati monitorati nelle loro performance sessuali messe e studiate in correlazione alla loro efficienza intellettiva e mentale. Il secondo step ha riguardato la compilazione di questionari con domande che richiedano un impegno di memoria. Il quadro emerso ha portato gli studiosi a ritenere che c’è un collegamento, una sorta di autostrada tra sesso e mente lungo la quale scorrono informazioni ma anche la capacità di fissarle ed elaborarle nell’archivio mnemonico del nostro cervello. 

Sesso che ti passa: ma quale infarto, a 50 anni fa bene
Certo, lo studio che ha dato questo esito ora avrà bisogno di ulteriori approfondimenti, perché in un certo senso siamo ancora alla fase preliminare e c’è bisogno di testare, verificare, continuare a indagare. Ma certo quello che esiste, è il legame tra quanto si fa sesso e quanto siamo bravi e capaci ad esercitare la nostra qualità mentale. I ricercatori inoltre hanno rivelato una differenza tra i sessi, indicando nelle donne le capacità maggiori, sia a livello di performance sessuali che di capacità mnemoniche, ma non è una differenza dirimente e potrebbe derivare - dicono gli esperti - a fattori ormonali che condizionano in maniera più incisiva l’organismo femminile. Ma indubbiamente, un ruolo altrettanto significativo lo giocano il livello culturale, lo stato economico e le condizioni di salute delle persone, uomini o donne che siano. C’è infine da considerare un’indagine analoga sull’incidenza del sesso nella memoria condotta sei anni fa su un campione di roditori: anche in quel caso gli studiosi avevano colto e rivelato il collegamento tra sesso e memoria. Di più: avevano confrontato le performance di un gruppo di topi ai quali veniva concesso un solo rapporto sessuale con un analogo gruppo impegnato in pratiche sessuali frequenti e costanti. Ebbene, il secondo gruppo era riuscito a sviluppare una crescita maggiore di neuroni nell’ippocampo, ovvero l’area del cervello dove si trova il “cassetto” della nostra memoria. 
autore / Lucia Bigozzi
Lucia Bigozzi
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