Roma, De Gregori e il sogno "dylaniano" incantano l'Atlantico: "Musica in libertà"

07 marzo 2016 ore 21:51, Adriano Scianca
Francesco De Gregori ha realizzato il suo sogno e l'ha fatto all'Atlantico di Roma nella prima tappa del suo "Amore e Furto tour 2016", inaugurato sabato 5 marzo. Durante il concerto infatti ha proposto 25 brani, 8 tratti dall'ultimo album uscito a ottobre, il resto pescate tra le decine di capolavori del suo repertorio. 
La prima parte dello show è stata infatti tutta dedicata all'ultimo lavoro, "De Gregori canta Bob Dylan - De Gregori canta Bob Dylan", del quale propone otto pezzi (mancano solo "Una serie di sogni", "Tweedle Dum & Tweedle Dee" e "Dignità"). "Volevo che il repertorio dylaniano fosse in una capsula, un isolamento nobile", ha detto De Gregori spiegando la divisione netta tra il live dell'ultimo disco e tutto il resto.  "Ho cominciato a cantare le canzoni di Dylan da ragazzino in cameretta... ora poterlo fare su un palco da professionista, con una band è il sogno di una vita", afferma, augurandosi che "parte del pubblico, venuto per me, scoprisse Dylan" perché "come molti mostri sacri, non è veramente conosciuto". 

Dopo una pausa, via alla seconda parte con canzoni del repertorio del cantautore, classici come "Generale" e "La donna cannone", ma anche brani raramente eseguiti dal vivo (come "A Pà", "Adelante, Adelante!", "Pablo" e altre). "Mi piaceva includere pezzi che faccio raramente, salvaguardando i classici, che il pubblico aspetta e che amo fare. Mi diverto sempre con canzoni come La donna cannone o Generale. Ma volevo fare anche qualche piccola sorpresa", ha confessato De Gregori, che cambierà la scaletta dei suoi pezzi in ogni concerto.  "Mi piace l’atmosfera dei club, mi piace che la gente possa viversi la musica in libertà", ha detto l'artista spiegando la scelta di portare il tour in club e teatri di tutta Italia, per un totale di 20 concerti già programmati fino alla metà di aprile, quando si prenderà una pausa per poi ripartire in estate.

La scaletta dei suoi pezzi cambierà tutte le sere ''ma 'A Pa', ad esempio, penso rimarrà. Mi piace cominciare così. L'ultima volta l'avevo cantata in tour con Dalla, mi aveva convinto lui a rifarla''. A proposito della decisione di Dylan di vendere 6000 pezzi dalla sua collezione privata (testi scritti a mano, documenti, registrazioni audio e video) alla George Kaiser Family Foundation e alla University of Tulsa per la consultazione libera, dice: ''ha fatto benissimo, magari quando sarò in pensione in un giorno lontanissimo, andrò a Tulsa e farò l'esegeta''. Per De Gregori ''questo disco e questo tour, sono un punto nobile della mia carriera, accolto con benevolenza dal pubblico e dalla critica. Non so cosa possa venire dopo, a volte è più facile ripartire da insuccesso... ma ora non ci voglio pensare''. Ad accompagnarlo sul palco Guido Guglielminetti (basso e contrabbasso), Paolo Giovenchi e Lucio Bardi (chitarre), Alessandro Valle (pedal steel guitar e mandolino), Alessandro Arianti (hammond e piano), Stefano Parenti (batteria), Elena Cirillo (violino e cori), Giorgio Tebaldi (trombone), Giancarlo Romani (tromba) e Stefano Ribeca (sax). Tra le prossime tappe Napoli, Bari, Catania, Palermo, Torino, Firenze, Genova, Milano, Bologna, fino a Livorno (16 aprile).
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