Su Facebook "cimitero virtuale"? Ecco come evitare di finirci

07 marzo 2016 ore 21:03, Adriano Scianca
Su Facebook 'cimitero virtuale'? Ecco come evitare di finirci
Quando, nel 2004, un gruppo di studenti universitari mise on line un sito sconosciuto chiamato “Facebook”, di sicuro non aveva pensato al fatto che tale piattaforma potesse riempirsi, un giorno, di... morti. Sembra macabro, detto così, ma in effetti più si diffonde il social network, più è frequente imbattersi in profili di utenti che nel frattempo sono deceduti. Ulteriore conseguenza inaspettata: prima o poi, necessariamente, accadrà che i morti iscritti al social network siano più dei vivi. Hachem Sadikki, esperto di statistica dell'università del Massachusetts, ha fatto una previsione: accadrà nel 2098. In questa data, gli utenti in vita su Facebook saranno in minoranza e il sito sarà il più grande cimitero “virtuale” al mondo. Il modello matematico su cui si è basato lo statistico tiene conto di due fattori: da una parte, la scelta del social network di continuare a rifiutarsi di eliminare in modo automatico gli account degli utenti che nel frattempo sono deceduti; dall'altra, il dato secondo cui la crescita degli iscritti a Facebook inizierà presto a rallentare. 

Ovviamente una previsione da qui al 2098, rispetto al mondo di internet, lascia il tempo che trova: strumenti come MySpace e Second Life hanno spopolato per qualche anno, oggi nessuno se ne ricorda più. Certo, Facebook sembra aver azzeccato la formula per durare, ma non è detto che questo valga sulla arco di diversi decenni. È del resto difficile anche solo immaginare come sarà internet per quella data, come navigheremo, con quali supporti, figurarsi il destino di Facebook. Secondo “Digital Beyond”, comunque, sono 970mila gli utenti di Facebook che moriranno quest'anno. Nel 2010 sono stati quasi 386mila mentre nel 2012 erano 580mila. 

Al momento, come detto, non esiste una procedura standard per gestire il profilo degli utenti che muoiono: la pagina, semplicemente, resta in rete come un prezioso ricordo, a detta di alcuni, come una traccia inquietante, secondo altri. L'unico modo per far decadere la pagina è che qualcuno faccia login e cancelli la pagina. Facebook, in verità, ha anche  aggiunto la possibilità di rendere uno dei propri amici sul social network un “contatto erede”, cioè una persona che può gestire quell’account quando diventa “commemorativo”, in seguito alla morte del suo proprietario. Ma sembra che solo in pochi, per dimenticanza o per scaramanzia, abbiano pensato a gestire questa pratica. La cosa pone ulteriori problemi quando si tratta di accedere ai dati del defunto, come per esempio le sue conversazioni in chat, dato che Facebook, per tutelare la privacy del defunto, non concede l'accesso neanche ai parenti. Insomma, presto una delle frontiere dell'etica legata a internet sarà proprio questo: gestione social network di persone morte.

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