La lettera di Cicchitto: il manifesto degli alfaniani per il 16

07 novembre 2013 ore 12:42, Lucia Bigozzi
La lettera di Cicchitto: il manifesto degli alfaniani per il 16
Una lettera aperta al Cavaliere meditabondo su lanciare il cavallo– Pdl-Fi contro il governo delle larghe intese o tentare di tenere unito un partito sempre più vicino alla scissione. La lettera aperta di Fabrizio Cicchitto (Corsera) è una sorta di appello-ultimatum nell’altalena impazzita dei falchi e delle colombe. Ecco le parole-chiave degli alfaniani che non si sentono “finiani” né intendono fare la stessa fine.
BERLUSCONI E IL PARTITO. Il concetto è semplice, eppure a guardare le diatribe quotidiane non è così scontato: il Pdl-Fi ha bisogno di Berlusconi ma anche il leader ha bisogno del suo partito ma alle condizioni date il rischio che Cicchitto segnala al Cav. è che diventi “prigionieri dei falchi su una linea del tutto sbagliata”. EFFETTO CRISI DI GOVERNO IN TRE OPZIONI. Soffiare sul fuoco del voto anticipato come fanno i lealisti, significa regalare al Pd “la vittoria su un piatto d’argento” e affrontare le elezioni “senza un candidato forte, con Berlusconi impedito, con Alfano ogni giorno attaccato dai falchi, con Marina (Berlusconi, ndr) in odor di successione familiare e con poco tempo a disposizione per esser lanciata”. Cicchitto mette in guarda anche sul fronte opposto, ovvero quello di uno stillicidio sul e contro il governo di larghe intese. Si rischia “un governo di scopo, senza di noi e contro di noi, che dovrebbe fare una nuova legge elettorale. Se tutto ciò non dovesse riuscire, il presidente Napolitano ha già detto che si dimetterebbe. Ci assumeremmo insomma la responsabilità di una crisi di sistema, pur non essendone noi i principali colpevoli”. Terza opzione: se la crisi si aprisse sulla decadenza di Berlusconi da senatore e non sulla legge di stabilità, sarebbe un errore strategico dal momento che la battaglia “frontale contro l’uso politico della giustizia particolarmente concentrato nei tuoi confronti - scrive Cicchitto - dobbiamo farla noi del Pdl-FI in Parlamento e nel Paese, ma i rapporti di forza impediscono che essa abbia oggi uno sbocco a livello di governo”. Come dire: lavoriamo da dentro le larghe intese e non costringiamoci all’autoisolamento. PARTITO E LEADER. Cicchitto lo traccia in tre mosse. Premessa: sarebbe interesse del Paese e del centrodestra che il governo di larghe intese durasse fino al 2015. Le ragioni: Berlusconi resta leader carismatico con un ruolo di elaborazione politica; portare avanti le riforme avviate dal centrodestra in questi anni; far “crescere un leader nuovo che, a quella scadenza, possa confrontarsi in condizioni di parità con il leader del centrosinistra”. ALFANO LEALE. Figura chiave del partito sia nella fase attuale che nella prospettiva futura. Cicchitto non ha dubbi e sollecita Berlusconi a prenderne piena consapevolezza “per le sue doti e la lealtà verso di te, per le sue potenzialità politiche, una figura come Alfano se già non ci fosse, dovresti inventarla”. Il count down verso il redde rationem è scattato: 16 novembre, Roma.
autore / Lucia Bigozzi
Lucia Bigozzi
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