Sottanelli (Sc): «Scelta Civica esiste fino a quando esistono i montiani. Gli altri? Abbiano la decenza di andarsene»

07 novembre 2013 ore 15:01, Marta Moriconi
Sottanelli (Sc): «Scelta Civica esiste fino a quando esistono i montiani. Gli altri? Abbiano la decenza di andarsene»
«Vogliono prendersi quello che non è loro e vogliono pure che gli altri se ne vadano». E’ chiaro il riferimento di Giulio Cesare Sottanelli, deputato montiano, ai cattolici “civici” che rispondono a Mario Mauro e Andrea Olivero e che ieri, in Senato, hanno eletto (da soli) Lucio Romano nuovo capogruppo. Lungo l’intervista risuonano le parole incoerenza, decenza, scrupolo e doveri. E Sottanelli è categorico: «Scelta Civica esiste fino a quando esistono i montiani». In vista dell’Assemblea che «sarà l’ultima occasione per cercare di fare chiarezza» si avvicina, insomma, la resa dei conti finale. Il gruppo al Senato si è spaccato. Con questa nuova prova di forza l’Assemblea rappresenterà un passaggio chiarificatorio, ci sarà la resa dei conti? «Io penso che l’Assemblea sarà l’ultima occasione per cercare di fare chiarezza. Chi non crede nel progetto di Scelta Civica è giusto che percorra altre strade. E chi invece ritiene che Scelta Civica abbia ancora tanto da dire e dare rimanga». Domanda secca. Scelta Civica è dei montiani? «Sc esiste perché il progetto è stato costruito attorno alla figura di Monti e su quello che lui rappresenta con la sua storia. Quindi è ovvio che esiste fino a quando esistono i montiani, se i montiani non sono dentro Scelta Civica non esisterà più. Coloro che non si riconoscono in Monti, dunque, che hanno più volte dichiarato di andare oltre il nostro partito e andare a fare il Ppe, è giusto che se ne vadano. Un minimo di coerenza e orgoglio lo richiederebbe. Se poi per interessi da quattro soldi continuano a fare questi giochini… non gli fanno onore». E’ vero che Irene Tinagli e Andrea Romano premono per un cambio alla guida del gruppo alla Camera,  insomma per sostituire Lorenzo Dellai. «Io non direi così, non lo attribuirei a delle persone specifiche. E’ solo una presa d’atto. I sondaggi sono questi e se non siamo stati bravi a comunicare il lavoro parlamentare  - nonostante abbiamo fatto cose ottime – riteniamo che chi doveva portare all’esterno la nostra attività non l’abbia fatto in maniera pragmatica. E, quindi, parlo del capogruppo. Va aggiustato il tiro. In una squadra di calcio quando un allenatore non va, si interviene». Quindi pensate ad una sostituzione? «Ho voluto fare questo ragionamento per dirvi che non è un problema di Tinagli o di Romano, ma del partito, ed è condiviso da tante persone, anche da loro». Gli scenaristi parlano degli 8 senatori vicini al professore che per ora restano nel gruppo, ma che però stanno valutando la possibilità di separarsi creandone uno autonomo… «Se il partito dà una linea e non viene eseguita, a quel punto le persone non allineate devono avere il dovere, la decenza e lo scrupolo di andarsene. Chi non si riconosce in Scelta Civica che ci fa in Scelta Civica? Sono loro a dover andarsene. Questi qua, a questo punto vogliono prendersi quello che non è loro e vogliono pure che gli altri se ne vadano. Dovrebbero, piuttosto, avere almeno un po’ di umiltà».  
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