Le analisi dei medici sul corpo di Arafat: ma cosa hanno messo nel caffè

07 novembre 2013 ore 19:32, intelligo
Le analisi dei medici sul corpo di Arafat: ma cosa hanno messo nel caffè
di Andrea Davì
Yasser Arafat è stato avvelenato con il polonio 210. La voce che da tempo correva è divenuta un'ipotesi altamente probabile in seguito agli esami svolti da parte del Centro di Medicina Legale dell'Università di Losanna, incaricata nel 2012 di riesumare e analizzare i resti del leader Palestinese.
La notizia è stata diffusa in anteprima dall'emittente Al-Jazira dopo aver visionato il rapporto redatto dall'equipe svizzera, le cui analisi pare abbiano rivelato un «innaturale alto livello di polonio radioattivo nelle costole e nel bacino» di Arafat e per questo inducono a presupporre con “un 83% di probabilità che sia stato avvelenato”.
La notizia ha immediatamente sollevato proteste e indignazione in tutto il mondo arabo: Abu Yussef, membro del Comitato esecutivo dell’Olp ha richiesto l'istituzione una commissione internazionale per indagare sulla morte del presidente».
Pesanti anche le accuse lanciate da Suha, la vedova di Arafat, che alla Reuters ha dichiarato: «I nostri dubbi sono stati confermati e adesso abbiamo le prove scientifiche che non è morto per cause naturali, ma è stato assassinato», un «assassinio politico» ha tenuto a ribadire più volte l'ex moglie.
Yasser Arafat lasciò il suo quartier generale in Cisgiordania il 29 Ottobre del 2004 perché gravemente malato e mori l'11 del mese successivo in  Francia presso il reparto di ematologia dell'Hôpital d'instruction des armées Percy alla periferia di Parigi.
All'epoca voci diffuse da un suo rivale politico sostenevano addirittura che fosse malato di Aids, alimentate anche dalla richiesta della moglie, di non effettuare l'autopsia.
Ma nel novembre del 2012 i suoi resti sono stati riesumati nel sospetto che il leader palestinese fosse stato ucciso dal polonio.
Questo metalloide radioattivo che si trova nell'uranio è molto raro in natura ma può essere prodotto nei reattori delle centrali nucleari e l'inalazione o l'ingestione di un solo milligrammo può essere letale. Piccole quantità di questo materiale possono danneggiare in maniera irreversibile tessuti e organi e una volta in circolo è molto difficile da rilevare. Basterebbe un granello nel caffé.
Ad attirare l'attenzione verso questa sostanza è stata la morte dell'ex spia russa Alexander Litvinenko, avvenuta però nel 2006; per questo motivo nessuno ha sospettato l'avvelenamento nel caso di Arafat la cui causa ufficiale del decesso è stata: infarto. Ma con il senno di poi, si è notato come molti dei sintomi della malattia del leader Palestinese fossero simili a quelli provocati dall'esposizione a radiazioni e quindi a quelli causati dal Polonio 210.
Ma chi poteva volere la morte di Yasser Arafat?
Il governo israeliano ha definito l’inchiesta una “telenovela” che non ha nulla a che vedere con Israele. Inoltre ha aggiunto, per mezzo del portavoce del ministero degli esteri Igal Palmor, che si tratta di una storia che non ha “la minima credibilità”. La prima gallina che canta avrà fatto l'uovo?
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