Paolo Brosio: "Vatileaks, l'obolo di San Pietro: ecco due documenti verità. I nemici della Chiesa e di Medjugorje"

07 novembre 2015 ore 13:26, intelligo
Paolo Brosio: 'Vatileaks, l'obolo di San Pietro: ecco due documenti verità. I nemici della Chiesa e di Medjugorje'
Paolo Brosio commenta per IntelligoNews le vicende che hanno suscitato scalpore e scandalo in seguito alle notizie di Vatileaks. In alcuni casi addirittura, chi ha attaccato il Papa o la Chiesa ha finito poi per puntare l’indice contro Medjugorje. Il giornalista toscano, devoto della Madonna, invita quindi tutti al pellegrinaggio dell’8 dicembre a Medjugorje per la Festa dell’Immacolata e l’apertura dell’Anno Santo dedicato al Perdono e alla Misericordia, pregando per Papa Francesco e l’unità della Chiesa. 

Che idea si è fatto Paolo Brosio di questa nuova Vatileaks che sta scuotendo la Chiesa?  

«Sicuramente questo è un momento tremendo per la Chiesa, chi apre i giornali oggi e ha sentito anche le voci dei giorni precedenti vede emergere tante cose che non vanno. Quando leggi titoli come questi: “Casta Vaticana, viaggi di lusso, sartorie da vip, carte rubate, il Vaticano ha portato via anche i soldi delle messe, sprechi, privilegi, il Papa che parla di serpenti velenosi”…e poi ancora, si legge sui giornali: “Appartamenti lussuosi ristrutturati con i fondi della beneficenza per il Bambin Gesù o con quelli dell’Obolo di San Pietro destinati ai poveri”; insomma c’è un grande pericolo ed è questo: tanta gente, nauseata da queste notizie, si allontana dalla Chiesa. Ci si scandalizza e non si frequentano più le Messe e le parrocchie. Con Medjugorje e con l’arrivo di Francesco si è creato un grande movimento di masse popolari che avevano ritrovato o trovato per la prima volta un grande entusiasmo per la Fede. Queste notizie fanno male e rischiano di demoralizzare decine di migliaia di persone. Penso che il dolore più grande del Papa sia questo. L’altra grande sofferenza è un aspetto da non sottovalutare. Le persone che lo hanno tradito le aveva scelte lui personalmente o tramite collaboratori di sua fiducia quindi una grande sofferenza personale. Un altro profilo non indifferente che tutta questa vicenda ha fatto emergere è la considerazione giuridica della pubblicazione di un atto che proviene da una fonte illegale. Papa Francesco aveva promulgato, dopo lo scandalo del primo corvo che aveva colpito Benedetto XVI, una precisa disposizione di legge con pene severissime per chi passa documenti coperti da segreto d’ufficio. È punibile con pene severe chi ha tradito e cioè i corvi e le talpe, e anche chi ricicla e pubblica queste informazioni. Al di là di tutto va poi considerata la portata di questi documenti che attestano una grande diffusione di corruzione e illegalità. Da un lato si deve verificare che le notizie pubblicate corrispondano alla verità e non si traducano in calunnia e diffamazione e dall’altro dobbiamo quindi avere la capacità critica e l’onestà di verificare che cosa ci sia realmente scritto in questi libri e in questi documenti e capirne la portata reale. 

Facciamo un esempio concreto. Nel libro si dipinge l'obolo di San Pietro come una vera e propria truffa ai danni di tutti noi che aiutiamo la Chiesa perché si dice mi pare che su dieci euro solo due vanno ai poveri. Nulla di più falso. Su queste parole si è scatenata una vera e propria crociata contro il Vaticano. Se gli estensori dei libri avessero consultato il sito ufficiale dell obolo di San Pietro pubblicato in tempi non sospetti e argomentato persino da Giovanni Paolo II si sarebbero resi conto che obolo nasce come offerta dei fedeli per le necessità della Chiesa universale e quindi anche per i poveri ma anche per esempio per mantenere le strutture di servizio, logistiche e produttive nei paesi del terzo mondo. Andate a leggere il sito è potrete verificare ogni cosa. Ad esempio una missione o una nunziatura apostolica nel terzo mondo in africa in un paese povero come ad esempio il Burundi ha bisogno di aiuto economico come ne hanno bisogno certe missioni che aiutano i poveri o le diocesi povere che aiutano a sua volta costruendo ospedali, pozzi, fattorie agricole, scuole, centri di accoglienza ecc...Chi Paga le spese e gli stipendi, chi paga le bollette luce acqua gas chi mantiene i dipendenti civili...? Senza queste strutture non potrebbero vivere neppure i poveri e non sarebbe possibile evangelizzare. Qui non c'è spreco, c'è aiuto concreto. E poi, ecco un altro caso che dimostra la trasparenza del Vaticano per l'obolo di San Pietro: se voi fate una donazione diretta all'obolo petrino con una causale specifica la donazione va integralmente ai bambini poveri, agli ospedali che voi avete indicato. Non al venti per cento bensì al cento per cento a quelle persone o a quell'ente che voi indicate nella causale. La Chiesa cattolica è l'unico ente che manda tutta la donazione al cento per cento a chi ne ha bisogno. 

Ecco, ora vi mostro le prove documentali pervenute in maniera del tutto lecita facendo apposita richiesta alla Segreteria di stato con particolare riferimento al sostituto della Segreteria di stato, il vescovo monsignor Angelo Becciu, che, dopo avermi concesso l’autorizzazione, nella persona del suo segretario, don Mauro Carlino, mi ha trasmesso via mail le fotografie dei documenti ufficiali di due donazioni specifiche [VEDI DOCUMENTI IN CALCE ALL'INTERVISTA - ndr]. 
La prima donazione del valore di 200mila dollari proveniente da una famosa fondazione degli Stati Uniti a favore dei rifugiati iracheni fuggiti in Giordania per scappare dalle persecuzioni dell’Isis. Questa somma di denaro è stata interamente versata al 100 per 100 alla Caritas giordana per l’assistenza dei profughi come dimostrano le carte ufficiali della contabilità della segreteria di stato.
Un’altra piccola donazione certificata dai documenti contabili della Segreteria di stato del vaticano, del valore di 300 euro, è stata effettuata da un privato della diocesi di Brescia con la causale specifica a favore dei cristiani perseguitati in Nigeria, sfollati e fuggiti dai villaggi occupati dalle milizie terroristiche di Boko-Haram.

Andate a chiedere all'Onu quale sia la percentuale delle donazioni che vanno ai poveri del terzo mondo e quale quella che serve a mantenere un carrozzone di spese esorbitanti. Ma non è' tutto. In questi libri manca totalmente il giusto tributo che deve andare riconosciuto all'istituto dell'elemosiniere dove tutta la donazione va ai poveri al cento per cento anche senza indicazione della causale. Qui c'è vescovo che fa bene il suo lavoro don Corrado Krajewski. Questo però nessuno lo dice. È molto più facile tirare palate di letame all'obolo di San Pietro senza spiegare le sue vere finalità. Infine le vicende degli appartamenti di lusso assegnate ai cardinali. Perche nessuno ha spiegato agli italiani che le case sono di proprieta del Vaticano e che nessuno, neppure il cardinale più importante, può donarle ai suoi parenti o nipoti o famigliari? Perché per esempio il cardinale Velasio De Paolis, ex presidente della prefettura per gli affari economici, e stato tirato in ballo da Nuzzi con un appartamento di 450 metri quadri che invece risulta essere di 250 metri quadri e che divide con altre due persone che sono nella fattispecie due suore. Tre persone in duecentocinquanta metri quadri fanno 80 metri quadri a testa. Poi ci sono altri scandali, ci sono altre case da faraoni, come dice il Papa, però ora c'è anche tanto polverone e quando sarà calato questo polverone ci sarà anche da verificare da un lato dove è la verità per eliminare la corruzione e gli sprechi e invece dall'altro verificare dove è la menzogna che ha gettato discredito su tutta la chiesa. Certo è che questi libri se contenessero queste informazioni che non rispondono alla verità non aiutano certo il Papa, come dice Nuzzi, a fare pulizia. Il Papa e i suoi collaboratori stanno lavorando per eliminare queste illegalità. La diffusione di documenti riservati, se da un lato porta luce su questi scandali, veri o presunti che siano, dall’altro lato, può pregiudicare le indagini e i meccanismi di pulizia che con tanta fatica sta portando avanti il pontefice perché la pubblicazione di notizie, mentre il Papa fa pulizia, può determinare anche un inquinamento delle prove per depistare l’opera di bonifica che stanno effettuando gli organismi di controllo ormai da mesi. Mi chiedo poi, come mai gli autori di questi due testi, “Avarizia” e “Via Crucis”, non hanno osservato una regola elementare del giornalismo d’inchiesta e cioè la parola non solo all’accusatore ma anche a chi si deve difendere dalle accuse. In altri termini, dopo aver dato tanto spazio ai corvi e alle talpe, perché nello stesso libro non si è data la possibilità, dopo aver attinto a piene mani da questa documentazione di provenienza illegale, di inserire nel libro dei capitoli con il diritto di replica dello IOR o addirittura di fonti autorevoli della Santa Sede? Voglio dire, dare le notizie è un dovere del giornalismo d’inchiesta, ma non con queste modalità.». 

 E tu leggerai questi libri?

«Beh, certamente li leggerò, nel frattempo sto seguendo la vicenda attraverso il fiume di articoli usciti sui giornali in questi giorni. È evidente, a “prima facie”, che si tratta di quelle presunte nefandezze e di quegli sperperi contro cui il Papa sta lottando fin dal primo giorno del suo insediamento. È chiaro che queste cose il Papa le sapeva già, ma evidentemente dopo due anni e mezzo non è ancora riuscito ad entrare nel vivo di questa operazione di pulizia. Tutto questo perché? Perché fa molta fatica anche lui, e gli organismi di controllo, a disboscare la corruzione e i privilegi radicati da decenni. C’è un sistema di caste e privilegi che resiste alla pulizia e reagisce con azioni che possono diventare anche molto pericolose per l’incolumità del Santo Padre. Esiste una procedura di controllo sui bilanci che fa acqua da tutte le parti oppure, da quello che mi risulta, addirittura per certe istituzioni non c’è proprio il bilancio entrate-uscite. E allora mi chiedo, come si fa a controllare? Come si possono verificare certi preventivi e certi appalti? Mi risulta infatti che il Papa, nella famosa registrazione audio a cui era stato illegalmente sottoposto, si lamentava ed era particolarmente arrabbiato proprio sulle procedure di affidamento ai fornitori degli appalti più importanti. Questi libri colpiscono come un missile un’ambulanza della Croce Rossa che trasporta il paziente dentro l’ospedale e mentre i medici stanno cercando di curare gli ammalati. Si colpisce mentre il Papa, con le maniche rimboccate, sta cercando in tutti i modi di riportare il Vaticano alla trasparenza e all’onestà. Come il bombardamento per errore dell’ospedale dei Medici Senza Frontiere a Kunduz in Afghanistan. Almeno, visto che avete sparato i colpi, andate a chiedere a chi viene accusato di fornire spiegazioni e giustificazioni, se ci sono e se le accuse sono vere. Ho fatto 22 anni di cronaca nera e giudiziaria e mi ricordo molto bene che quando ho iniziato a fare “Mani Pulite” avevo già alle spalle altri 15 anni di cronaca nera. Se non ricordo male, fra i migliori cronisti di giudiziaria d’Italia, il 17 febbraio 1992, non c’era ancora nessuno di quelli che oggi diffondono queste carte che fanno sì scalpore, ma che di segreto non hanno molto visto che erano gli stessi argomenti di cui il Papa era a conoscenza ed i collaboratori del Santo Padre stavano cercando di eliminare e bonificare. C’è un solo grande cruccio, che fra quei collaboratori c’erano anche i “Giuda” e quindi tutto è diventato più complicato e difficile». 

Un Chiesa, questa, che sembra lontana anni luce da quella che tu racconti nei tuoi libri su Medjugorje… 

«A Medjugorje si prega, ci si confessa e si fa la comunione nella Santa Messa. È il ritorno alla Chiesa originale, quella del Cenacolo, dei discepoli e della semplicità di vita. Si viaggia sui pullman per mille chilometri, si passa la notte sulla collina del Podbdo al freddo e alla pioggia per ore ed ore. Si mettono da parte i soldi con tanta fatica per partecipare a questi pellegrinaggi e non c’è né lusso né voli vip, ma le uniche stelle che si conoscono sono le dodici stelle sul capo della Madonna e non quelle degli hotel di lusso, che a Medjugorje proprio non esistono. A leggere queste ultime notizie mi viene male ma ho fiducia nella Chiesa, quella Santa, quella dei missionari scomparsi, come padre Dall’Oglio, dei martiri cristiani in Siria, in Iraq, in alcuni paesi dell’Africa e in tante altre zone del mondo dove è in atto una vera e propria persecuzione. Ho fiducia nella Chiesa dei parroci di campagna, quelli sugli Appennini e sulle Alpi, nei paesini sperduti o nelle periferie povere delle grandi città. Leggere queste cose mi fa pensare e persino un po’ sorridere, perché fino a qualche mese fa sul banco degli imputanti c’erano Medjugorje, i veggenti, i pellegrini e i frati francescani. Ma, mi chiedo, sul banco degli imputati per che cosa? Per dieci baracche che vendono le immagini della Madonna e per le pansion e gli hotel della Bosnia Erzegovina che non sono neppure paragonabili ad un tre stelle italiano? Siamo al confronto tra la banda Bassotti e il bambino che ruba la marmellata in casa». 

 Insomma se gli affaristi stanno a Medjugorje allora come vanno chiamati quelli citati per i presunti scandali in Vaticano… 

«Lasciamo perdere. In Vaticano ci sono tanti santi sacerdoti ma purtroppo ci sono anche i disonesti. Sono pochi ma ci sono. Lasciamo che il Papa faccia pulizia con pazienza e serenità. Il Signore dice di non giudicare, e di non guardare la pagliuzza nell’occhio del tuo vicino ma alla trave che hai nel tuo. Per l’amor di Dio per poche decine di baracche che vendono le madonnine a Medjugorje, qui stiamo parlando invece di miliardi che farebbero comodo a tanti poveracci. Però facciamo attenzione perché per una bassa percentuale di preti disonesti, di sperperi e ruberie, ci sono poi decine di migliaia di preti santi; in pochi sanno infatti che un vice parroco di nuova nomina guadagna 500 – 600 euro al mese. Ci sono tanti missionari poveri nel mondo che sono stati sequestrati, torturati, o addirittura scomparsi nel nulla e di cui nessuno ne parla più. C’è il martirio di centinaia di Suore e sacerdoti in Siria e in Iraq, in Africa e in altre parti del mondo come Pakistan e Cina e ancora tanti altri posti dove subiscono umiliazioni vessazioni ma nel silenzio e nella povertà continuano incessantemente ad evangelizzare ed aiutare i poveri in tante missioni di cui nessuno parla. Questa è la Chiesa dei Santi di cui non parla nessuno». 

 Qual è la Chiesa dei Santi…? 

«È la Chiesa della metafora della foresta citata da Papa Francesco. Proprio lui ha ricordato, durante una conferenza stampa in aereo, se non vado errato, nel viaggio di ritorno in Italia dal Brasile per la Gmg, che ‘fa più rumore un albero che cade di una foresta che cresce’. Ma, ahimè, di alberi in questo periodo ne sono caduti più di uno. Forse la corruzione è un po’ più vasta di quello che si pensava ma è nelle mani di pochi ma molto agguerriti. A me questa vicenda di Roma ricorda un po’ la Tangentopoli milanese del 1992. Anche nella Chiesa c’è molto da fare per portare pulizia e credo che non sia solo un problema del governo centrale in Vaticano, ma che ci sia da fare molta pulizia anche in alcune diocesi nelle varie regioni d’Italia, dove gli arcivescovadi e certe parrocchie sono più assimilabili a delle S.r.l. che a dei Cenacoli. Vengono gestite con criteri da direttori di azienda e non da pastori che puzzano di pecore, come vuole il Papa. Per me il pellegrinaggio di ritorno da Medjugorje è sempre una grande sofferenza, perché in quella terra povera e da capre, tutta spine e sassi, si respira un’aria pura e di grande profondità spirituale. Il Papa ha un compito tremendo, dobbiamo pregare tanto per lui. Non si può pretendere che il pontefice possa ripulire tanta corruzione ad appena due anni e mezzo dal suo mandato. Siamo di fronte ad una piaga di corruzione incancrenita da decenni». 

 Tu ne sai qualcosa di quegli anni ’90 quando scoppiò Tangentopoli. In quel periodo eri inviato davanti al tribunale di Milano…

«Si, ci sono certe assonanze, ci vuole un freno subito altrimenti può scoppiare Vaticanopoli. Però ci vuole anche rispetto e misericordia per la Chiesa pulita perché il rischio di questi libri e di fare demagogia e di ogni erba un fascio da bruciare. Sono un giornalista convertito e mi metto nei panni di Papa Francesco. Lui che vuole la semplicità e la povertà si ritrova a combattere con i serpenti, ha squarciato il velo ma sotto c’è da scavare ancora tantissimo. Il lavoro è appena iniziato. Mi dà l’idea di un capitano di una nave con il mare in tempesta. Per lui, avendolo conosciuto, deve essere una grande sofferenza anche se passa attraverso la tribolazione di tutti questi attacchi con grande dignità e serenità. Ma credo che sia proprio tanto arrabbiato e amareggiato per tutto quello che gli ruota intorno. Arrabbiato perché vede lo sperpero di un denaro che andrebbe usato diversamente. Amareggiato perché lui sa benissimo che chi da scandalo finisce per allontanare tante anime dalla Chiesa, quella vera. Purtroppo tutte le notizie che usciranno da oggi in poi finiranno per scoraggiare tanti a pregare e a frequentare le chiese. Saranno tempi di una grande sofferenza spirituale e di espiazione per tutti e credo che tutto questo finirà per anticipare il momento fatidico della lettura dei 10 segreti di Medjugorje. Mi permetto di riportare un messaggio della Madonna che deve sempre essere impresso nei nostri cuori e nelle nostre menti: ‘Cari figli, non andate in Chiesa per giudicare il sacerdote che celebra dietro l’altare, bensì solamente per meditare con gioia la Parola di Dio. Ai sacerdoti ,che sono figli prediletti di mio Figlio, ci pensa Gesù». 

 Che cosa possiamo fare per Papa Francesco e per i suoi collaboratori onesti? 

«Voglio lanciare un appello a tutti i gruppi di preghiera mariani in Italia. Dobbiamo pregare subito la Madonna, tutti insieme, affinché protegga il Papa col suo mantello celeste. Vorrei concordare una giornata nazionale in Piazza San Pietro e portare tutti i gruppi di preghiera mariana sotto la finestra di Papa Francesco e fare tutti i Misteri del Rosario per proteggere il nostro Papa, i sacerdoti santi e pregare anche per quelli che hanno tradito o che hanno sbagliato tanto. Non solo, propongo a tutti sul mio social network e quello delle Olimpiadi del Cuore, di pregare anche il Rosario di Gesù Cristo, una preghiera che la Madonna ha dettato a Jelena Vasilj, una delle due ragazze di Medjugorje che aveva il dono delle locuzioni interiori. L’8 dicembre è la festa dell’Immacolata e l’apertura dell’Anno Santo. Qualche giorno prima di quella data andrò a Medjugorje a pregare di nuovo per Papa Francesco e per la quella Chiesa Santa che c’è e che non si vede perché sovrastata dal Male. Penso a cardinali e vescovi umili, semplici e preparati come Angelo Comastri e Monsignor Angelo Becciu, Sostituto della Segretaria di Stato ma soprattutto è un parroco serio e integerrimo. Monsignor Becciu è arrivato ad un posto di alto comando per servire e non per sfruttare a proprio vantaggio il potere. Il potere lo esercita mettendosi al servizio degli altri. Il Cardinale Comastri è un esempio di serietà, onestà e devozione mariana. È un teologo molto preparato ma è capace di stare in mezzo alla gente con umiltà. Questa è la Chiesa che mi piace. Stimo molto anche il Cardinale Schönborn che allarga la Misericordia a tutti i peccatori, proprio come vuole Gesù, e non si scandalizza quando pronuncia la parola Medjugorje. Anzi, ci è andato di persona e ne è tornato entusiasta e tutte le volte che lo vedo mi dice che deve ringraziare la Madonna perché se i seminari di Vienna sono frequentati lo si deve soprattutto alle tante vocazioni sacerdotali nate nei gruppi di preghiera di Medjugorje». 

 Come funziona questo pellegrinaggio nazionale dell’8 dicembre? 

«Si parte da tutta Italia. Gli aerei decolleranno da Comiso, Catania, Napoli, Bari, Roma e Firenze. Tutti per andare a pregare per il Papa e per l’unità della Chiesa. E voglio consacrare tutti progetti di solidarietà al Cuore Immacolato di Maria. Chiederò alla Madonna di proteggere il Santo Padre e tutti i vescovi che lavorano vicino a lui. Chiederò aiuto per i sacerdoti, la gendarmeria e tutti coloro che lavorano in Vaticano, affinché vengano protetti dal mantello celeste della Madonna di Medjugorje, Maria Regina della Pace e della Famiglia. Spero che il Papa, passate tutte queste traversie, si occupi di Medjugorje con tutta la misericordia e che conceda a questo luogo di santità il posto che merita. 

 Sugli attacchi a Medjugorje e dopo aver riflettuto sulle ultime clamorose vicende in Vaticano, mi sono venuti in mente tre episodi: 

1. il primo riguarda la famosa lettera scritta per decisione del Prefetto della Congregazione della Dottrina della Fede, il cardinale Muller, insieme ad altri 13 cardinali firmatari, a Papa Francesco dove in sostanza si accusava il Santo Padre di pilotare ed influenzare le decisioni del Sinodo attraverso modalità non rispondenti ai canoni e alle regole del Sinodo. Il Cardinale Muller ha ostacolato le testimonianze e le preghiere di apparizione di tutti i veggenti in Italia e nel mondo e ora anche a Medjugorje. Non solo, vuole impedire la divulgazione dei messaggi ufficiali sia alla parrocchia di San giacomo che ai traduttori che lavorano gratuitamente con i veggenti per lanciare il messaggio della Madonna in tutto il mondo. Il cardinale Muller sta facendo forti pressioni sul Ministro Generale dei Frati Francescani per limitare e impedire del tutto o in parte l’appoggio dei francescani della Bosnia Erzegovina ai sei veggenti e ai pellegrini di tutto il mondo che seguono ogni mese le vicende di Medjugorje. Ma io dico: non c’è riuscita la dittatura comunista di Tito e l’apparato poliziesco dei Servizi segreti della Ex Jugoslavia a fermare il fenomeno Medjugorje, non c’è riuscita la terribile guerra degli anni ’90 fra Belgrado, la Croazia, la Bosnia e la Slovenia. Non ci riuscirà neppure questo cardinale che vietando tutto ai veggenti finisce per imbavagliare anche la Madonna. I veggenti sono persone e possono sbagliare. Dove e se hanno sbagliato si aiutano a ripartire con il piede giusto. Da 34 anni non hanno una guida pastorale perché i vescovi di Mostar li hanno sempre ostacolati. Occorre misericordia, pazienza e consigli amorevoli perché, dopo 34 anni di continue vessazioni, non se ne può proprio più. Se Medjugorje viene da Dio, le apparizioni porteranno per sempre i loro frutti e il fenomeno resisterà a tutti i contrasti, umani e satanici. Su questo punto non ho dubbi: Dio travolgerà tutto e tutti e da Medjugorje arriverà la salvezza per l’umanità che crede con tanto entusiasmo e tanta Fede. Non è questo fanatismo, ma entusiasmo per Dio e Sua Madre. 

2. Secondo punto: dalla Congregazione per la Dottrina della Fede è partito un altro attacco al Papa proprio alla vigilia del Sinodo sulla Famiglia. Monsignor Krzysztof Charamsa, importante teologo, docente in due università pontificie, Segretario Aggiunto alla Commissione Teologica Internazionale della Dottrina della Fede, decide di uscire allo scoperto denunciando omofobia e vessazioni dentro la Chiesa e le mura del Vaticano. Sbatte la porta, se ne va ma prima si presenta con il fidanzato ufficiale e con un libro già stampato prima di fare outing. In un momento così delicato dove Papa Francesco cerca di allargare la Misericordia ai separati, ai divorziati e a prendere in esame gli stessi rapporti fra coppie omosessuali, ecco arrivare un’altra bella coltellata al nostro amato pontefice e a tutta la Chiesa. Charamsa urla ai quattro venti la sua libertà invocando chissà quale giustizia per i preti gay che, come tutti gli omosessuali e gli eterosessuali, sono chiamati al celibato secondo le leggi della Chiesa Cattolica. Qui arriva la riflessione. Charamsa fa parte di un’importante commissione della Congregazione della Dottrina della Fede che deve giudicare i 34 anni di apparizioni di Medjugorje. Mi chiedo, quale serenità di giudizio può dare questo membro della commissione? A questo punto mi viene da dire: forse prima di attaccare il Papa, di puntare l’indice su Medjugorje, non sarebbe meglio fare un esame di coscienza? 

3. Ma non è tutto. Ecco l’ultima perla che arriva sempre dalla Congregazione per la Dottrina della Fede. Ricordate quando lo scorso giugno venne bloccato con delle modalità clamorose un incontro di preghiera da 5mila persone a Sestola sull’Appenino Modenese con la partecipazione della veggente Vicka? Bene, l’artefice di quel divieto era stato l’amministratore temporaneo della diocesi don Giacomo Morandi, vicario generale, il quale evidentemente essendo più realista del re segnalò la vicenda alla Congregazione della Fede che così blocco tutto, distruggendo tre anni di lavoro di bellissima spiritualità fatto dal parroco polacco di Sestola e da migliaia di giovani dell’Emilia Romagna. Dico queste cose con cognizione di causa poiché la bontà spirituale dell’evento di Sestola era già stata vagliata, esaminata e tenuta sotto controllo dal vescovo di Modena Monsignor Lanfranchi che ahimè morì lo scorso febbraio 2015. Passa qualche mese e ritroviamo Monsignor Morandi Sottosegretario alla Congregazione della Dottrina della Fede. Ancora una volta mi chiedo, che serenità possono avere questi giudici nei confronti di un fenomeno così importante come Medjugorje?». 

 Quindi vuoi lanciare un appello al Papa perché definisca una volta per tutte anche la “questione” Medjugorje?

«Io sono sicuro che il Papa darà un giudizio sereno ed equilibrato su Medjugorje e ci sarà una grande rinascita per la Chiesa. Questo luogo di culto continua a dare dei frutti sorprendenti. Questa volta, l’8 dicembre 2015, partirò con la Misericordia di Firenze che è l’istituto di salvamento più antico del mondo, perché ha accettato di costituire il servizio del 118, le ambulanze e il primo punto di emergenza territoriale a Medjugorje. L’hanno fatto a Betlemme e ora lo faranno a Medjugorje, è un accordo storico. La Venerabile Arciconfraternita della Misericordia di Firenze si prese cura dei malati di peste a Firenze nel 1220 e adesso, in occasione della visita del Papa, il 10 novembre a Firenze, mobiliterà 1227 disabili con 3000 volontari da tutta la Toscana. Il braccio operativo di questa giornata è un uomo straordinario che si chiama Andrea Ceccherini che è il Provveditore dell’Arciconfraternita della Misericordia di Firenze, il centro di salvamento più antico del mondo».

di M.G.

Paolo Brosio: 'Vatileaks, l'obolo di San Pietro: ecco due documenti verità. I nemici della Chiesa e di Medjugorje'
Paolo Brosio: 'Vatileaks, l'obolo di San Pietro: ecco due documenti verità. I nemici della Chiesa e di Medjugorje'
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