Fisco vorace, novembre il mese delle tasse: i calcoli di Cgia

07 novembre 2016 ore 9:05, Luca Lippi
Novembre è il mese dedicato generalmente al ricordo dei nostri cari che non ci sono più, e probabilmente in linea con la mestizia della ricorrenza il fisco ha ritenuto opportuno, ormai da diversi anni, caricare il mese di novembre di tasse. Sì, il mese di novembre è anche il mese delle tasse, Iva, acconti Irpef, Irap, Ires, addizionali Irpef e ritenute di imposta.
In Italia il gettito tributario (imposte, tasse e tributi supera i 490 miliardi di euro l’anno, che affluiranno nelle casse dell’erario rispettando una serie di scadenze fiscali che si concentrano prevalentemente tra novembre e dicembre e i mesi di giugno e luglio.
L’imposta più “impegnativa” da onorare entro novembre sarà certamente il secondo acconto e l’acconto Ires in capo alle società di capitali (Spa, Srl, Società cooperative, etc.), le quali pagheranno ben 14,6 miliardi di euro.
L’Iva versata dai lavoratori autonomi e dalle imprese ammonterà a 12,8 miliardi di euro. I collaboratori e i lavoratori dipendenti, attraverso i rispettivi datori di lavoro, “daranno” al fisco le ritenute per un importo di 11,5 miliardi di euro. L’acconto Irap, invece, costerà alle aziende ben 6 miliardi di euro, mentre le ritenute Irpef dei lavoratori autonomi e l’addizionale regionale Irpef “peserà” per 1 miliardo di euro.

Fisco vorace, novembre il mese delle tasse: i calcoli di Cgia

L’erario per tale gettito incasserà oltre 55,3 miliardi di euro, ma attenzione però, perché il conteggio della Cgia di Mestre ci tiene a precisare che non tiene conto di una parte importantissima: " Il gettito tributario non tiene conto dei contributi previdenziali, altra ‘salata’ partita che qui non è stata conteggiata ma che dovrà essere regolata entro il prossimo 16 novembre”. 
Dunque, questo è il risultato, a cui è giunto l’Ufficio studi della Cgia, stimando lo sforzo fiscale per imprese, lavoratori dipendenti, pensionati, possessori di altri redditi, che saranno chiamati a sostenere entro la fine di questo mese.
Il coordinatore della Cgia di Mestre Paolo Zabeo commentando l’analisi dichiara: “Oltre all'eccessivo peso fiscale sul mondo delle imprese insiste un eccessivo numero di adempimenti burocratici che ostacolano il lavoro di chi fa impresa. Sia chiaro, parte di quest'ultima è ineliminabile; tuttavia è necessario intervenire per rendere più semplice il rapporto tra la Pubblica amministrazione e le attività economiche", spiegando infatti che "A causa di un sistema fiscale ancora troppo frammentato nel nostro Paese sono necessari 30 giorni lavorativi per pagare le tasse. "Nell'eurozona solo gli sloveni subiscono un disagio superiore al nostro".

autore / Luca Lippi
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