Bersani risponde al "fuori-fuori" della Leopolda: "Mi impressiona chi sta zitto"

07 novembre 2016 ore 11:13, Americo Mascarucci
"Il no al referendum è un modo per far saltare l'Italicum, il resto sono chiacchiere. Su quel foglietto c'è scritto stai sereno, ma io voto no". 
Pierluigi Bersani a margine di un dibattito a Palermo sul referendum organizzato dal centro Pio La Torre commenta quegli slogan scanditi alla Lepolda al suo indirizzo, quei "fuori, fuori" che sono sembrati un chiaro invito a Renzi a buttare fuori dal Pd la riottosa minoranza, lui per primo che è percepito come il capo dell'opposizione.
"Fuori fuori? - commenta Bersani -  I leopoldini possono risparmiarsi il fiato, vanno già fuori parte dei nostri. Io sto cercando di tenerli dentro, ma se il segretario dice fuori fuori bisognerà rassegnarsi" attacca l'ex segretario senza escludere per la prima volta la possibilità di quella scissione a lungo negata.
"Ho provato una grande amarezza - ha aggiunto ancora parlando della Leopolda - vedo un partito che sta camminando su due gambe, l'arroganza e la sudditanza. Cosi non si va da nessuna parte. Nel Pd - spiega Bersani - ci vuole libertà, autonomia, schiena dritta, pensiero, democrazia: non chi vuole arroganza e sudditanza. Mi impressiona che tutti gli altri stiano zitti. ". 
Bersani ha rotto gli indugi e seguendo l’esempio di Massimo D’Alema si è schierato con il No. 
Tuttavia l’ex segretario ha dovuto prendere atto della "disobbedienza" dell’ex fedelissimo Gianni Cuperlo che invece ha annunciato il suo SI. 
Cuperlo che fa parte della commissione di garanzia chiamata a studiare possibili modifiche all’Italicum si è infatti detto rassicurato dall’apertura del Premier Renzi sulla riforma della legge elettorale. Bersani, Speranza e altri invece non si fidano delle rassicurazioni di Renzi convinti che, passato il referendum, tutto resterà come prima.
Bersani risponde al 'fuori-fuori' della Leopolda: 'Mi impressiona chi sta zitto'
Bersani insomma dice No ma continua comunque a sentirsi del Pd.

"Sul tema della Costituzione - spiega - non esiste una disciplina di partito. Il segretario deve dare indicazione poi ognuno sceglie con la propria testa. Un partito che è al governo e ha la maggioranza in Parlamento e pone la fiducia sull'Italicum non può certo cavarsela con un foglietto fumoso. Penso che Renzi voglia tenersi le mani libere, altrimenti ci sarebbe stato qualcosa di serio. Il 'no' al referendum è un modo per far saltare l'Italicum, il resto sono chiacchiere. Su quel foglietto c'è scritto stai sereno, ma io voto no" ha detto Bersani evidenziando come lui, diversamente da Cuperlo, di Renzi non si fidi neanche un po'. 
"Mi preoccupa  -ha concluso Bersani - l'incrocio tra il referendum e l'Italicum, con un 'governo del capo' e parte del Parlamento nominato. Non sto parlando di noccioline. Non posso tollerare questo rischio con conseguenze gravissime, mi spiace".

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