Riforma pensioni, novità: niente ricongiugimento gratuito per opzione donna

07 novembre 2016 ore 12:27, Luca Lippi
Una novità della nuova Legge di Stabilità 2017 consiste nell’introduzione del cumulo gratuito dei contributi previdenziali per le pensioni anticipate da parte di coloro che, nel corso degli anni, hanno maturato dei contributi presso gestioni differenti.
In tal modo viene presentata una terza soluzione, oltre ai sistemi di ricongiunzione e di totalizzazione, per tutti i lavoratori che non riescono ad andare in pensione o a ricorrere a quella anticipata perché i loro contributi sono stati accreditati in gestioni diverse.
Tutto queste viene confermato, soprattutto come strumento per accedere alla pensione anticipata unendo diversi periodi di contribuzione obbligatoria. Tuttavia leggendo con particolare attenzione il testo, emerge un limite piuttosto importante che potrebbe compromettere l’accesso al cumulo gratuito da parte di donne, esodati e lavoratori svolgenti attività rientranti in quelle catalogate come usuranti.
Nella Legge di Bilancio 2017, si legge che il cumulo gratuito può essere richiesto con lo scopo di ottenere la pensione anticipata prevista dalla normativa Fornero o la pensione di vecchiaia.
Stante così le cose, si deduce logicamente che fermo restando il cumulo per la pensione di inabilità, resteranno tagliati fuori esodati, lavoratrici che scelgono opzione donna e lavoratori che hanno svolto attività usuranti. 
Per essere ancora più chiari, al cumulo si potrà accedere esclusivamente per l’accesso alla pensione di vecchiaia o alle pensione anticipata 2017 così come individuata ex articolo 24 comma 10 della Legge 201/2011, ovvero fissando come requisiti 42 anni e 10 mesi di contributi indipendentemente dall’età anagrafica. Dubbi anche sull’estensione dello strumento in analisi a favore dei lavoratori precoci.
In generale è sempre possibile il cumulo dei redditi da lavoro con la pensione di anzianità o di vecchiaia (compresa la pensione anticipata) erogata dall’Inps. 

Riforma pensioni, novità: niente ricongiugimento gratuito per opzione donna

Il cumulo è permesso sia per le pensioni che sono state liquidate con il sistema retributivo che per quelle liquidate con il sistema contributivo anche se in entrambi i casi ci sono dei requisiti cui rispondere.   
La prestazione pensionistica deve essere stata raggiunta, infatti, con uno dei seguenti requisiti:
-60 anni di età se donna
-65 anni di età se uomo
-40 anni di contributi
-35 anni di contributi e 61 anni di età
Con questi requisiti è permessa la quasi completa cumulabilità dei trattamenti previdenziali con redditi da lavoro anche qualora la pensione sia stata liquidata interamente con il sistema contributivo.   

Cosa accade però se si accede alla pensione con l’Opzione donna?
In materia di cumulo dei redditi da lavoro e da pensione il legislatore non ha chiarito cosa accade qualora si opti per il pensionamento interamente calcolato con il sistema contributivo all’età di 57 anni per le lavoratrici dipendenti e di 58 anni per quelle autonome.   Con l’opzione donna, infatti, le donne possono scegliere una decurtazione del trattamento pensionistico in cambio di un accesso alle pensione con 57 anni di età e 35 anni di contribuzione versata.   I requisiti che permettono l’accesso all’Opzione donna, come si può notare, sono inferiori a quelli richiesti per la cumulabilità dei redditi da pensione con quelli da lavoro e applicando rigidamente la normativa si giungerebbe alla conclusione che con l’opzione donna il cumulo non sia possibile.

autore / Luca Lippi
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