Leopolda, Geloni: "Renzi con Bersani peggio del "Che fai mi cacci". L'errore di Cuperlo"

07 novembre 2016 ore 12:24, Andrea Barcariol
"Una platea di maleducati, in senso tecnico, persone che non hanno una cultura politica”. Intervistata da Intelligonews Chiara Geloni (ex direttore di Youdem la web tv del Pdnon usa giri di parole per commentare i fischi e i cori di ieri, alla Leopolda, contro la minoranza Pd.

In riferimento ai cori Bersani ha detto: "Ferito da chi sta zitto". Secondo lei a chi si riferiva in particolare?

«Ieri alla Leopolda erano presenti dirigenti, ministri, sottosegretari, persone che hanno una storia dentro questo partito e sanno contro chi erano indirizzati quei fischi e quelle grida».

Siamo ai livelli del famoso"Che fai mi cacci?" tra Fini e Berlusconi?


«E' andata anche peggio, è stata una specie di messa alla porta a furor di popolo, uno spettacolo sgradevolissimo dal quale Renzi e nessun dirigente si è dissociato».

Una platea che grida "fuori, fuori" all'ex segretario del Pd è una platea di sinistra?

«Non credo di essere titolata per dare patenti a nessuno, sicuramente è una platea di maleducati. Maleducati in senso tecnico, persone che non hanno una cultura politica».

Leopolda, Geloni: 'Renzi con Bersani peggio del 'Che fai mi cacci'. L'errore di Cuperlo'
Se lei fosse all'interno della minoranza del Pd a questo punto cosa farebbe?

«Penso che il Pd abbia una storia che va raddrizzata. Non è che mi faccio buttare dalla tifoseria di Renzi».

Bersani ha detto che per mandarlo fuori dal partito "ci vorrà l'esercito".

«Lui è più grosso di me (ride). Il Pd è stato una scelta storica per molti di noi, cattolici, persone di sinistra. Non è che per un gesto di cattiva educazione si può rinnegare un percorso politico».

Come giudica la posizione di Cuperlo che dirà sì al referendum costituzionale?

«Capisco la preoccupazione di Cuperlo di salvare l'unità del Pd. Nel discorso di Renzi di ieri Cuperlo non è stato neanche nominato, il Premier si è tenuto le mani libere rispetto a quell'accordo (sull'Italicum ndr) non dandogli alcuna copertura. Il suo tentativo generoso di mantenere l'unità del Pd invece ha portato a una delle giornate di maggiore divisione e rottura. Quindi credo che, purtroppo, sia stato un errore».

Il referendum del 4 dicembre diventa sempre più decisivo per il Pd?

«No, il 4 dicembre sarà una tappa, poi ce ne saranno altre, tutti i sondaggi dicono che ci sarà poco distacco tra sì e no quindi finirà con un'Italia divisa e un Pd diviso, ci sarà bisogno che qualcuno ricostruisca. Non credo che il referendum stabilirà definitivamente chi ha torto e chi ha ragione, la politica è di più lungo respiro».



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