Troppe ecografie inutili, nuove regole contro le radiazioni (quintuplicate in 30 anni)

07 novembre 2016 ore 16:26, Americo Mascarucci
Aumenta in Italia e nel mondo il numero delle radiografie e con esse anche i rischi dell'esposizioni alle radiazioni. Entro il 6 febbraio 2018 anche l’Italia dovrà recepire la direttiva Euratom 2013/59che stabilisce le norme fondamentali di sicurezza relative alla protezione contro i pericoli derivanti dall’esposizione alle radiazioni ionizzanti. 
Nel documento vengono stabilite alcune procedure volte a garantire la sicurezza degli impianti, la stesura di protocolli standard per gli esami radiologici e la registrazione nel referto delle informazioni relative alla quantità di radiazioni somministrata al paziente negli esami.  
In trent’anni le radiazioni cui le persone sono sottoposte sono quasi quintuplicate, passando da una media di 0,54 millisievert (mSv) degli anni ’80 ai 3 mSv di oggi.
A fare il punto della situazione è uno studio condotto dal National Council on Radiation Protection and Measurements sulla popolazione americana, che ha anche calcolato come 30 anni fa un individuo era soggetto per l’80% a radiazioni di tipo naturale come sole, raggi cosmici e radon, e per il 15% da radiazioni di tipo medico. Oggi la quota di radiazioni mediche è salita al 50%. 
La causa è dovuta al numero crescente di radiografie a cui si sottopongono i pazienti: in Italia ne vengono effettuate 40 milioni l’anno, di cui il 44% inappropriato o non strettamente necessario.

 
Troppe ecografie inutili, nuove regole contro le radiazioni (quintuplicate in 30 anni)
Da un lato, la direttiva punta a ridurre l’esposizione dei pazienti alle radiazioni ionizzanti attraverso l’adozione di standard qualitativi per l’esecuzione delle indagini radiologiche. Dall’altro, attraverso il monitoraggio della dose di radiazioni assorbite dai pazienti in ogni singola indagine, si vuole favorire la verifica dei possibili danni da radiazione che possono verificarsi anche con effetto cumulativo, ovvero attraverso la somma di tante esposizioni .
"Oggi è possibile conciliare la qualità della diagnostica e la riduzione delle radiazioni grazie ad apparecchiature di radiologia nuove e più evolute e a metodi più efficaci di utilizzo – ha commentato Michele Stasi, presidente di AIFM - La strada è stata già impostata con le linee guida emesse dal Ministero della Salute a fine 2015. Devono essere adottati negli ospedali e negli studi odontoiatrici protocolli standard e condivisi per garantire la migliore qualità dell’esame con la minor dose possibile. Per questo è necessario potenziare anche la formazione di tutti i medici e operatori sanitari che seguono il paziente nelle varie fasi, dalla prescrizione all’esecuzione degli esami, per migliorare la sicurezza e la qualità delle prestazioni al fine di aumentare l’efficacia della diagnostica a tutela della salute dei pazienti". 

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