Samsung, le soluzioni contro il 15% di Galaxy Note 7 in circolazione

07 novembre 2016 ore 16:29, Micaela Del Monte
Samsung ha praticamente ritirato tutti i suoi Note 7 ad eccezione di un 15% di questi ultimi che restano in possesso degli utenti che non vogliono arrendersi. Un piccolo zoccolo duro di clienti che non avrebbero restituito il loro phablet, o perché non a conoscenza del problema oppure perché hanno deciso di tenerselo stretto, magari sperando che in futuro questo sfortunato phablet possa valere qualcosa tra i collezionisti. Per questi "irriducibili" è in arrivo un aggiornamento che non permetterà alla batteria di ricaricarsi oltre un certo limite (60%). Lo ha annunciato sul suo sito la compagnia, che ora spinge tutto sull'aggiornamento del suo dispositivo di punta, il Galaxy S8, che a bordo avrà l'intelligenza artificiale. Samsung spiega che nell'ambito del programma americano di sostituzione del Note 7 la maggior parte dei clienti ha optato per un altro smartphone di sua produzione.

Samsung, le soluzioni contro il 15% di Galaxy Note 7 in circolazione
Addirittura, in Nuova Zelanda, Samsung vorrebbe spegnere le antenne del Galaxy Note 7 per renderlo inservibile e per forzare gli ultimi utenti a restituirlo. Mossa che potrebbe essere estesa anche in America e laddove i Galaxy Note 7 non sono tornati, ancora, tutti indietro. In America, comunque, gli operatori manderanno messaggi ai possessori del phablet per invitarli a riconsegnarli.

Samsung, dunque, rimane costantemente impegnata nel tentativo di recuperare tutti i phablet difettosi, un impegno che si sta dimostrando arduo nonostante il numero dei dispositivi venduti non fosse enorme. A titolo di curiosità, in America, gli utenti hanno optato per un cambio con un altro smartphone di Samsung segno che la fiducia verso il brand non sarebbe venuta poi così meno.
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