Orgoglio Pirozzi di fronte alla Boldrini: "Non metto la mia fascia tricolore" - VIDEO

07 novembre 2016 ore 20:31, Adriano Scianca
Sergio Pirozzi, sindaco senza fascia, per calamità e per scelta. Il primo cittadino di Amatrice è intervenuto oggi a Montecitorio, durante la sessione alla Camera che ha visto, in Aula, la presenza di 600 sindaci italiani. Il che ha consentito di tributare il dovuto omaggio ai rappresentanti dei comuni colpiti dal terremoto. Dopo gli applausi e la retorica, tuttavia, è venuto il momento della rabbia. Pirozzi è intervenuto con una fascia tricolore prestata. “Chiedo scusa, ma ho perso anche quella nel terremoto”, ha detto in apertura del suo intervento. 

Orgoglio Pirozzi di fronte alla Boldrini: 'Non metto la mia fascia tricolore' - VIDEO

Ben presto si è capito che la scelta di presentarsi senza fascia, tuttavia, non era dovuta solo alla fatalità dovuta alla catastrofe, ma anche a una vena polemica ben espressa nel suo discorso all'Aula. “Quando mi dicevano 'vedrai che quando si spengono le luci dei riflettori ti abbondaneranno', io restavo esterreffatto. Dicevo 'non e' possibile'. Ma poi passano due mesi e io oggi ho un problema di viabilità, lo stesso di cui avevo parlato il 14 settembre, e quel problema ce l'ho tuttora perché non si capisce chi deve fare cosa e come lo deve fare. Ho la sensazione che forse qualcuno ci sta abbandonando, e se fosse così sarebbe grave perché noi non vogliamo essere solo un borgo da cartolina. Io la fascia da sindaco la rimetterò soltanto quando avrò la certezza che non sarò abbandonato”, ha puntualizzato Pirozzi di fronte a Laura Boldrini. Poi, con una concessione di prassi che voleva essere più che altro una intimazione alle istituzioni, ha aggiunto: “Ma sono sicuro che nessuno abbandonerà nessuno, perché dimostreremo che non siamo bravi solo in 10 giorni ma in 365”. 

Non vuole pacche sulla spalla, Pirozzi, ma soluzioni concrete: “Ci vuole una 'no tax area', non si dovranno pagare le tasse in queste aree del terremoto. È l'unica maniera per rilanciare l'economia e la speranza in queste aree, perché la gente che va via, altrimenti, non torna”. E poi, appunto, la questione viabilità: “Io già in data 14 settembre avevo segnalato che due complanari erano fondamentali per permettere il collegamento interno alle 69 frazioni. Purtroppo per questioni burocratiche e rimpalli su chi doveva fare cosa,noi siamo fermi. Con 3/4 di paese che non è collegato. Ho dovuto chiudere la scuola a tempo indeterminato, perché le strade non sono in sicurezza. L'altro giorno la Regione ha preso in carico il problema, speriamo che in tempi brevi si riesca a fare quello che fino ad oggi non è accaduto. La burocrazia è giusta se è tesa ad eliminare eventuali infiltrazioni malavitose, ma in una fase emergenziale bisognerebbe darei dei poteri speciali a qualche persona specchiata. Qui secondo me non è stato fatto questo salto di qualità, ma io sono un semplice sindaco di montagna”. E poi chiude tra gli applausi, sempre con la fascia prestata. La sua è sepolta sotto le macerie, ma anche sotto un cumulo di speranze deluse.


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