Dal Direttorio del Cav al flirt Alfano-Maroni passando per le tentazioni di Casini: ecco cosa si muove nel Palazzo

07 ottobre 2013 ore 14:42, intelligo
Dal Direttorio del Cav al flirt Alfano-Maroni passando per le tentazioni di Casini: ecco cosa si muove nel Palazzo
Settimana di movimenti, posizionamenti, strategie nel centrodestra ma non solo. Vediamo cosa c’è e cosa si dice nei Palazzi della politica secondo gli spifferi di Intelligonews...
PDL, BERLUSCONI PENSA A UN DIRETTORIO A OTTO. Il Cavaliere appare sempre più convinto di puntare con convinzione su Angelino Alfano. “E’ l’unico davvero spendibile che ho”, avrebbe rivelato in un colloquio con un parlamentare a Palazzo Grazioli. Nella sua mente ci sarebbe l’intenzione di formare un Direttorio a 8 con il ministro degli Interni alla guida. Nel partito ci si interroga su quali nomi potrebbero essere inseriti nel nuovo organigramma e come avverrebbe il bilanciamento tra “lealisti berlusconiani” e “alfaniani”. MARONI-ALFANO, POSSIBILE CONVERGENZA. L’amicizia e la stima sono consolidate da tempo, dalla comune esperienza nell’ultimo governo Berlusconi. Le vicende politiche hanno reso meno frequenti i loro incontri. Roberto Maroni, però, guarderebbe con interesse alla scalata di Angelino Alfano alla (vera) guida del Pdl. Secondo qualcuno i due potrebbero in prospettiva riflettere su un accordo di tipo federale, modello Cdu-Csu, così da unire le forze dei due partiti senza rinunciare alle proprie identità (e senza far correre il rischio alla Lega di non superare le soglie di sbarramento elettorali). CASINI BUSSA, ALFANO E LUPI NON RISPONDONO (PER ORA). Raccontano dentro il gruppo dei “ribelli alfaniani” che già il giorno dopo lo strappo, Pier Ferdinando Casini abbia sollecitato un incontro per discutere di eventuali mosse e iniziative comuni. Angelino Alfano e Maurizio Lupi avrebbero però deciso di rinviare il tutto e declinare l’invito perché temono che l’operazione venga letta troppo in una prospettiva neo-centrista, mentre i due tengono a sottolineare che il Pdl è e resta un partito di centrodestra. MARINI (COLDIRETTI) LASCIA. SCENDE IN CAMPO (POLITICO)? Sergio Marini lascia la presidenza di Coldiretti, poltrona prestigiosa che ricopriva da sei anni. L’imprenditore si dimetterà ufficialmente il prossimo 18 ottobre, in occasione del Forum internazionale dell’agricoltura e dell’alimentazione di Cernobbio. “Questa è una decisione importante e consequenziale alla volontà di costruire un nuovo progetto per il rilancio dell’Italia, quale naturale evoluzione dei traguardi raggiunti e della storia recente di Coldiretti”, spiega Marini in una nota stampa. A questo punto lo attende un confronto con i vertici di Coldiretti in cui spiegherà le motivazioni di un addio che ha lasciato spiazzata la dirigenza. In ogni caso il Consiglio prenderà atto delle dimissioni e darà l’incarico al consigliere anziano di procedere alla convocazione dell’assemblea elettiva. Nei prossimi giorni quale direzione (politica) prenderà la sua second life. Peraltro la discesa in campo di Marini potrebbe presto essere seguita da altre new entries nell’agone politico provenienti dalle associazioni agricole di rappresentanza.
autore / intelligo
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