Quei 32 morti del Concordia? Prendetevela con la playstation

07 ottobre 2013 ore 14:46, Marta Moriconi
Quei 32 morti del Concordia? Prendetevela con la playstation
Il processo entra nel vivo e che si scopre? Che un dei teste ha dichiarato: "Giocavamo con la Playstation". Se non fosse realtà, verrebbe da pensare ad uno scherzo.
E’ possibile che al momento dell'urto della nave contro gli scogli delle Scole qualcuno stesse giocando? Sì, e si è pure giustificato così: "Alle 21.30 non ero in servizio. Ero al ponte 5 nella cabina di Simone Canessa, giocavamo alla Playstation». Giovanni Iaccarino, primo ufficiale di coperta, capo guardia della nave in quel momento tragico, ha offerto questa testimonianza e  quanto afferma il diretto assistente di Schettino nelle operazioni di bordo fa salire la rabbia, inutile negarlo. Ora le famiglie delle 32 vittime del Concordia sanno che una Playstation ha impegnato, seppure in un momento di libertà dal lavoro, alcuni ufficiali nel loro tempo libero, distraendoli, forse, da una attenzione che sarebbe stata ancora più utile, di quanto poi è comunque avvenuto. O quanto meno, sarebbe servita a capire subito quanto stava accadendo. Invece no, dopo l’impatto, Iaccarino si è reso conto che qualcosa non andava: "Eravamo passati da sedici nodi a nove. Ho buttato lo sguardo alla carta nautica e vidi che eravamo su un fondale di 70 metri nei pressi degli scogli. L'isola del Giglio mi sembrava più vicina di adesso”. E finalmente guardando verso il comandante, lo ha visto agitarsi e pronunciare la famosa frase 'Ho fatto un guaio”. Ed è allora che Iaccarino è andato velocemente al ponte zero e ha visto che l'acqua saliva velocemente. Sarà lui a comunicare le avarie. Perché la vita non è una playstation.
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