Prima An, poi Pdl, poi Italia Popolare. Prima l'Italia - prima Alemanno

07 ottobre 2013 ore 15:53, Francesca Siciliano
Prima An, poi Pdl, poi Italia Popolare. Prima l'Italia - prima Alemanno
Ricordate Italia Popolare, quello schieramento filo-montiano che sembrava volesse nascere nel dicembre del 2012? E ricordate pure chi ne è stato il principale promoter? Sì, proprio lui: Gianni Alemanno, all'epoca dei fatti primo cittadino di Roma, che ha tentato di riposizionare quel Pdl in caduta libera (poiché orfano del Cavaliere che sembrava essersi ritirato definitivamente dall'agone politico) in area “moderata”.
Il Cavaliere, come da copione, lo ha considerato un alto tradimento nei suoi confronti operato dall'ex An.. Tradimento che è costato ad Alemanno, nei mesi successivi, un progressivo allontanamento dall'area dei fedelissimi berlusconiani (anche se lui fino in fondo non lo fu mai ) e – secondo i maligni – la mancata rielezione in Campidoglio. Il progetto di Italia Popolare, tuttavia, non è mai decollato: nel giro di pochi giorni così come nacque si è esaurito, visto anche il ritorno in scena di Berlusconi. Alemanno dopo aver perso Roma si è via via staccato dalla compagine pidiellina (dichiarando pure di non aderire a Forza Italia) e si è avvicinato all'ala più destrorsa di Fratelli d'Italia, La Destra di Storace e di tutti coloro che da mesi stanno tentando di far rinascere Alleanza nazionale. Ha partecipato a tutti gli incontri organizzati dai vari gruppi e dalle varie associazioni, è intervenuto ponendo questioni tipicamente “di destra”, ha organizzato lui stesso un'iniziativa: “Prima l'Italia”, una manifestazione per riunificare la destra italiana che il prossimo 13 ottobre “marcerà” su Roma. La scorsa settimana qualcosa è cambiato. Se fino al 30 di settembre Alemanno (e consorte) twittavano a spron battuto idee e progetti con l'hastag #primalitalia, per un paio di giorni – dopo l'alzata di quid di Alfano e fin quando l'esecutivo Letta non ha riottenuto la fiducia – si sono improvvisamente interrotti. Sì, perché proprio mentre l'ex primo cittadino di Roma sembrava stesse ribattezzando una sua “creatura”, la truppa ministeriale degli alfaniani sembrava volesse rispolverare il progetto di Italia Popolare lasciato in soffitta quasi un anno fa. Che fare, dunque? Aderire all'iniziativa dei moderati e schierarsi apertamente in favore del segretario Pdl per guadagnarsi un posticino in quell'area o restare alla finestra per qualche giorno in attesa di capire l'evolversi degli eventi interni al (suo?) partito? Alemanno ha scelto la seconda opzione. E per 72 lunghissime ore non ha cinguettato più. O meglio: ha postato riflessioni circa l'aumento dell'Iva, sull'affaire Telecom e sul nodo Olimpiadi 2024. Ma assolutamente niente circa lo scontro ornitologico frontale tra falchi e colombe in salsa Pdl. Poi, quando le acque si son calmate e ha visto che l'emergenza è rientrata ha ricominciato. Non senza una stilettata: “Tanto rumore per nulla: tutto il Pdl si schiera con Enrico Letta. Urge un nuovo centrodestra e una nuova Alleanza Nazionale. #primalitalia”.      
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