Magdi Cristiano Allam: “Isis: Italia scandalosa. Se non operiamo subito, consentiamo una realtà islamica parallela allo Stato di diritto"

07 ottobre 2014 ore 10:12, Lucia Bigozzi
Magdi Cristiano Allam: “Isis: Italia scandalosa. Se non operiamo subito, consentiamo una realtà islamica parallela allo Stato di diritto'
“Kobane in mano all’Isis è la sconfitta dei raid aerei e di una Turchia moderata”. Così Magdi Cristiano Allam, editorialista de Il Giornale, nella conversazione con Intelligonews analizza l’escalation del terrore in Iraq ma allarga il tiro al ruolo dell’Italia nello scacchiere internazionale e al rischio che i terroristi islamici possano essere già nel nostro paese.
Cosa rappresenta per l’Occidente la conquista di Kobane da parte dei terroristi dell’Isis? «Rappresenta una sconfitta su vari fronti. Anzitutto l’evidenza del successo militare dei terroristi islamici che continuano ad avanzare nonostante l’intensificarsi dei bombardamenti aerei che si dimostrano totalmente insufficienti per non dire inadeguati al contrasto dell’Isis. L’altro aspetto non meno sconvolgente è la posizione della Turchia».   Qual è la sua valutazione sul ruolo della Turchia? «La Turchia viene considerata come un alleato dell’Occidente ma si sta comportando, di fatto, come un ‘alleato’ dei terroristi: ha ammassato diecimila uomini alle frontiere a ridosso di Kobane e assiste alla disfatta dei curdi; il Times di Londra riporta dello scambio di prigionieri con la Turchia che in cambio della liberazione di 46 suoi diplomatici ostaggi dell’Isis, ha liberato 180 terroristi tra cui due britannici; ma soprattutto la Turchia acquista il greggio estratto nella regione dello Stato islamico e consente il flusso in andata e ritorno lungo la propria frontiera con la Siria; accoglie negli ospedali i combattenti dell’Isis feriti e ci sono foto che ritraggono i comandanti militati negli ospedali turchi. Tutto ciò è spaventoso». Quindi un ruolo ambiguo, visto che la Turchia fa parte della Nato? «Non è un ruolo ambiguo, la Turchia di fatto si è schierata. Proprio perché è membro della Nato che con gli Usa, la Gran Bretagna, la Francia militarmente sono impegnati con l’obiettivo specifico di sconfiggere l’Isis, se uno Stato alleato di fatto sostiene l’Isis, questo significa tradimento. Se c’è ambiguità questa non è da parte della Turchia ma da parte degli Usa che stanno zitti». In tutto questo, il ruolo dell’Italia col premier Renzi e del commissario Ue Mogherini qual è? «La posizione italiana è semplicemente scandalosa, perché è come se tutto ciò non accadesse. L’Italia aveva promesso di dare armi ai curdi, invece li sta abbandonando. Ancora una volta nella storia, i curdi toccano con mano il fatto che il mondo volta le spalle e li abbandona. L’Italia dimostra di essere una nullità sullo scenario internazionale: i nostri problemi sono l’articolo 18, le beghe all’interno del Pd; non abbiamo alcuna credibilità a livello internazionale».   Le comunità musulmane in Italia condannano i terroristi dell’Isis ma c’è il rischio che al loro interno ci possano essere potenziali seguaci dell’Isis? «La realtà musulmana è conflittuale al proprio interno: si possono assumere posizioni divergenti sul piano tattico ma tutti convergono sulla strategia che è l’islamizzazione dell’Italia. Sono tutti d’accordo sul fatto che bisogna diffondere l’Islam in Italia; poi sul metodo e soprattutto sull’opportunità di fare una scelta anziché un’altra ci possono essere divergenze. E’ chiaro che oggi da noi sarebbe altamente impopolare – non lo è in Gran Bretagna dove il radicalismo islamico è più forte – schierarsi esplicitamente a fianco dell’Isis, però queste persone condividono lo stesso obiettivo e nessuno di loro è totalmente schierato con il nostro sistema di valori e con le nostre leggi». Come fa a sostenerlo? Faccia un esempio. «Quando si tratta di affermare la sacralità della vita di tutti, compresi gli ebrei, i cristiani massacrati in altri Paesi, emergono i distinguo; quando c’è da affermare una posizione nei confronti del musulmano che abiura la fede islamica emergono i distinguo; quando c’è da affermare una posizione riguardante la pari dignità tra uomo e donna a tutti i livelli emergono i distinguo che confermano la distanza tra i musulmani e la nostra civiltà». Ipotesi: se uno Stato musulmano dichiarasse guerra all’Italia, i musulmani italiani con chi si schiererebbero? «Non dobbiamo considerare i musulmani come l’insieme delle persone di religione islamica, ma i militanti islamici, quelli che frequentano le moschee, che sono dediti all’opera di proselitismo: ancora sono una realtà fragile da noi. Per questo dobbiamo cominciare ad affermare un concetto di cittadinanza che si sostanzi concretamente nell’adesione ai valori fondanti della nostra civiltà, al rispetto categorico delle leggi dello Stato. Se non operiamo subito, lasciamo uno spazio di ambiguità che consentirà la crescita di una realtà islamica parallela allo stato di diritto». Dopo la caduta di Kobane dobbiamo attenderci un esodo in massa dei profughi verso l’Italia? E quanto è reale il rischio che tra di loro si possano nascondere terroristi dell’Isis? «Parliamo di una vera e propria tragedia umana: milioni di persone fuggite dalla Siria, dall’Iraq e rifugiati in Libano, Giordania e Turchia. E’ una situazione che va affrontata a livello internazionale: bisogna stabilizzare i profughi laddove vengono soccorsi e creare per loro condizioni di vita accettabili e poi lavorare per ripristinare le condizioni che consentano loro di rientrare nei loro territori. La soluzione non è accoglierli in Italia e sarebbe una follia farlo viste le dimensioni numeriche; anche perché siamo in un’Italia povera e finiremmo per scatenare conflittualità sociali che sarebbero ingovernabili». Ma c’è il rischio che tra i profughi possano nascondersi terroristi? «E’ sicuramente una possibilità ma aggiungo che oggi noi i terroristi ce li abbiamo già in casa nostra». In che senso? «Ci sono terroristi islamici che dall’Italia sono andati a combattere in Siria; il ministro Alfano ha parlato di una cinquantina di persone. Questa realtà dobbiamo cominciare a contrastarla nel nostro paese bonificando le moschee a rischio ed eliminando la filiera che attraverso la predicazione dell’odio porta alla formazione dei futuri o potenziali terroristi». Il parlamentare dem Chaouki a Intelligonews dice che i musulmani italiani non sono il ‘cavallo di Troia’ dell’Isis. Che ne pensa? «Prendo atto di quello che dice il giovane Chaouki che conosco bene. Il problema non è essere il cavallo di Troia dell’Isis, il problema è operare per l’islamizzazione dell’Italia. Non c’è un Corano per i terroristi e un Corano per i musulmani moderati; non c’è un Maometto per i terroristi e un Maometto per i moderati, la legge islamica è la stessa per tutti. Non a caso il detto attribuito a Maometto che dopo Costantinopoli sarà conquistata Roma vale per tutti i musulmani».
autore / Lucia Bigozzi
Lucia Bigozzi
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