Sentinelle, parla Fusaro: riflessioni di un non credente non omofobo ma per la famiglia

07 ottobre 2014 ore 9:01, Adriano Scianca
Sentinelle, parla Fusaro: riflessioni di un non credente non omofobo ma per la famiglia
“Non sono cristiano né tanto meno omofobo, ma la famiglia tradizionale va difesa. Gli attacchi alle Sentinelle in piedi? È molto curioso che si aggrediscano le persone in nome della tolleranza e dell'estensione dei diritti”. Il filosofo non credente Diego Fusaro commenta così le aggressioni che hanno accompagnato le proteste di domenica contro il ddl Scalfarotto. E sui modelli familiari alternativi dice: "Ben vengano altre forme di relazione, ma non chiamiamole famiglie. La verità è che oggi le proteste di certa sinistra hanno come segreto obbiettivo la distruzione del nucleo familiare in quanto tale". Fusaro, cosa ha pensato vedendo la protesta delle Sentinelle in piedi e la reazione degli antagonisti? «L'idea che mi sono fatto da subito è che fosse la solita penosa divisione tra tifoserie calcistiche, stavolta sulla famiglia tradizionale. Certo, non posso non notare che da una parte si leggevano libri in silenzio, dall'altra c'era uno starnazzare scomposto tra bandiere policrome». Non c'era solo dello starnazzare: in diversi casi sono volate anche botte... «Appunto. Ed è molto curioso che si aggrediscano le persone in nome della tolleranza e dell'estensione dei diritti». Gli antagonisti lottavano contro l'omofobia, dicevano. «Premesso che io non sto con le Sentinelle in piedi contro quegli altri, io ho una mia posizione, tuttavia non capisco cosa c'entri la difesa della famiglia tradizionale con l'omofobia. Io sono per la famiglia tradizionale ma non sono affatto omofobo, non ho paura del contatto e del “contagio” rispetto agli omosessuali». Sono state citate presunte posizioni confessionali, “bigotte” delle Sentinelle. Lei che rapporto ha con la religione? «Io ho con il cristianesimo lo stesso rapporto che avevano Hegel o Gentile. Il filosofo ha il concetto, non ha la religione, quindi in qualche modo ha una sua religione, che tuttavia non è affatto in contrasto o in contrapposizione con il cristianesimo». Quindi si può essere per la famiglia tradizionale senza essere bigotti? «Guardi, il più grande difensore della famiglia tradizionale era Aristotele, che non era né religioso né cristiano. Lui ci insegna che la famiglia è importante perché tramite essa l'uomo nasce in comunità, che l'individuo viene dopo». E cosa rispondiamo a chi invoca l'estensione dei diritti e la necessità di regolamentare unioni diverse da quella della famiglia tradizionale? «Che la famiglia esiste e prevede l'unione di un uomo e di una donna che fanno dei figli ai quali cercano di assicurare un futuro. Poi ben vengano altre forme di relazione. Ma non chiamiamole famiglie. La verità è che oggi le proteste di certa sinistra hanno come segreto obbiettivo la distruzione della famiglia in quanto tale».
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